giovedì 20 gennaio 2011

GOVERNO DI TRANSIZIONE, IL PARTITO DI BEN ALI ‘PERDE’ I MINISTRI

Nel giorno in cui è prevista la prima riunione del governo di transizione guidato dal primo ministro Mohamed Ghannouchi, secondo informazioni dell’agenzia di stampa tunisina ‘Tap’ e di Radio ‘Mosaique’, gli otto ministri che erano espressione del Raggruppamento costituzionale democratico (Rcd) hanno lasciato il partito dell’ex presidente Zine el Abidine Ben Ali mantenendo comunque i rispettivi dicasteri. Le dimissioni seguono manifestazioni di piazza che ancora ieri hanno animato il centro di Tunisi con migliaia di giovani che chiedono il completo esautoramento degli uomini del vecchio regime ancora presenti nell’esecutivo dove anzi occupano ministeri chiave come quello degli Interni, della Difesa, degli Esteri e delle Finanze. Le dimissioni dall’Rcd degli otto ministri seguono quelle del primo ministro e del presidente ad interim Foued Mebazaa che già martedì avevano lasciato il partito di Ben Ali. Nato come governo di unità nazionale, l’esecutivo che si riunisce oggi arriva inoltre monco di quattro ministri dell’opposizione dimessisi proprio per la forte presenza dell’Rcd. Intanto, mentre non si hanno almeno per ora notizie di nuove proteste (organizzate in genere alle 12 ora locale), ieri il presidente Mebazaa ha sottolineato in un suo intervento ripreso dalla stampa che sotto il profilo della sicurezza la situazione è nettamente migliorata e che “il paese si dirige verso la stabilità”. Secondo un comunicato governativo letto in televisione, 33 membri della famiglia di Ben Ali sono stati intanto arrestati per “crimini contro il paese” e i loro beni sequestrati. Mostrando le immagini di gioielli, orologi preziosi e carte di credito internazionali posti sotto sequestro, la televisione tunisina non ha precisato il nome degli arrestati né il loro grado di parentela con il presidente fuggitivo.[GB]
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La cattura di un gruppo di evasi dal carcere di Mehdia, un agente della polizia chiede uno ad uno la loro pena e il motivo della loro carcerazione, questi evasi sono la prova che gruppi vicini a Ben Ali hanno tentato di causare il caos in tutto, ma con la collaborazione delle forze del'ordine e del 'esercito l'ordine si sta ripristando nel paese.  

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