mercoledì 12 gennaio 2011

L'esercito nazionale occupa la capitale

La protesta in Tunisia per il lavoro e contro il caro-vita è esplosa oggi anche in un sobborgo operaio della capitale, Etadhamoun, dove si sono verificati scontri durante i quali la polizia ha sparato sulla folla. Vi sarebbero morti e feriti, mentre in aiuto alla polizia è intervenuto anche l'esercito.

I dimostranti hanno attaccato edifici 


Saccheggiato negozi e dato fuoco a una banca e a una stazione della polizia. Nella municipalità‚ 15 chilometri dal centro di Tunisi, è stata interrotta l'illuminazione stradale. La polizia ha lanciato lacrimogeni e sparato in aria. Poi gli agenti hanno iniziato a sparare ad altezza d'uomo e, secondo testimoni, vi sarebbero morti e feriti. I dimostranti hanno anche appiccato il fuoco allo stabile che ospita gli uffici della municipalità. La polizia ha bloccato tutte le vie di accesso e uscita dalla città, mentre in aiuto degli agenti sono stati mobilitati anche uomini dell'esercito. I dimostranti hanno interrotto la circolazione sull' autostrada che unisce Tunisi a Biserta. 

Nella sola città di Kasserine ci sono stati una quarantina di morti 

In cinque giorni, oltre a 65 i feriti. Solo ieri i morti sono stati 14, ha detto un gruppo di avvocati di fronte al Palazzo di Giustizia della città. «Erano semplici cittadini disarmati che hanno trovato la morte sotto i colpi di tiratori scelti - ha detto l'avvocatessa Salma Abbasi - Io stessa ho visto dalla mia macchina che la Polizia tirava direttamente sulle persone. Noi ci chiediamo chi ha dato l'ordine di sparare e chi alla Polizia di ritirarsi. La Polizia infatti ieri è stata presente per tutta la giornata degli scontri, e poi è improvvisamente scomparsa subito dopo la fine del discorso del presidente in tv».

«Nella notte tra sabato e domenica a Thala sono state uccise nove persone                                  
ha aggiunto Monia Bou Ali - Otto di loro erano state colpite alla testa, al torace o al collo, il nono ad una gamba. Ma per cinque ore è stato lasciato senza soccorsi in strada, perchè a chi tentava di avvicinarsi veniva impedito, in quanto si diceva che era già morto». Sempre a Thala, ha proseguito Salma Abbasi, «io stessa ho tentato di mediare tra la polizia e la gente sul numero delle persone che avrebbero potuto partecipare ai funerali della vittime, perchè gli agenti non volevano che fossero più di due parenti per morto. E io stessa sono stata arrestata per tre ore».

Thala è stata posta sotto assedio dalla polizia. 

Un ingente dispiegamento di forze di sicurezza presidia tutte le arterie principali della città per impedire che si svolgano nuove manifestazioni di protesta dei disoccupati, dopo quelle dei giorni scorsi. Un mezzo della polizia ha attraversato le vie della città con l'altoparlante invitando i cittadini a rimanere in casa e annunciando il divieto di assembramenti.

Secondo il governo le vittime degli scontri nelle ultime 72 ore sono 21 

Il ministro delle comunicazioni Samir Labidi ha bollato come totalmente falsi i bilanci che parlano di 40 o 50 morti.

Quinto suicidio. 

 Un 23enne si è ucciso salendo su un palo dell'elettricità per poi gettarsi sui cavi dell'alta tensione nella regione di Sidi Bouzid. Si tratta del quinto suicida dal 17 dicembre, quando si è tolto la vita Mohamed Bouaziz, 26 anni, un ambulante che si è dato fuoco per protestare contro il sequestro della sua merce: quella morte ha dato inizio alle violente dimostrazioni. Il suicida è Allaa Hidouri, laureato e disoccupato: era stato ferito alle gambe da proiettili durante le dimostrazioni del 24 dicembre nella località di Menzel Bouzaine, dove c'erano stati un morto e diversi feriti.

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