lunedì 10 gennaio 2011

Scontri in Tunisia: almeno 20 morti. L'opposizione lancia l'appello: "Fermate il fuoco"


Sono almeno 20 le persone rimaste uccise negli scontri tra manifestanti e polizia che si sono verificati in due città della Tunisia, Thala E Kasserine, nella zona centro-occidentale del Paese. Lo riferiscono fonti dell'opposizione. Ma secondo il ministero dell'Interno tunisino i morti sarebbero otto e nove le persone rimaste ferite.
I dati forniti dal governo tunisino - A Kasserine gli scontri sono terminati con tre morti e sei feriti fra i manifestanti, ha precisato il ministero in un comunicato diramato dall'agenzia tunisina Tap. Diversi membri delle forze dell'ordine sono stati feriti, di cui due versano in "condizioni critiche", ha precisato. A Thala, tre persone sono decedute per le gravi ferite riportate, facendo salire a cinque il numero dei morti, secondo il ministero che menziona anche tre feriti. Il governo conferma per la prima volta gli scontri a Kasserine. Secondo il governo, le forze dell'ordine hanno usato le armai per "legittima difesa", quando attaccate con ordigni incendiari, bastoni e pietre. Secondo una fonte dell'opposizione sono invece almeno 20 le persone rimaste uccise negli scontri nelle due città.
L'appello dell'opposizione - Il bilancio di venti vittime è stato fornito da un leader dell'opposizione che ha rivolto un appello al presidente della Tunisia, Zine El Abidine Ben Ali, a "fermare il fuoco". "Le informazioni che riceviamo da Kasserine e Thala parlano di almeno venti morti, uccisi a colpi d'arma da fuoco durante gli scontri iniziati sabato e che proseguono ancora", ha dichiarato Ahmed Nejib Chebbi, leader storico del Partito democratico progressista. "Hanno sparato contro i cortei funebri", ha affermato.
"La situazione è grave" - Chebbi ha detto di voler convincere il Capo di stato della "gravità della situazione" e lo ha invitato a "fermare immediatamente il fuoco". "Rivolgo al presidente della repubblica un appello urgente per invitarlo a far cessare immediatamente il fuoco e risparmiare la vita a cittadini innocenti, rispettando il loro diritto a manifestare".

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