lunedì 16 maggio 2011

Hamma Hammami accusa El Beji Caid Sebsi

Durante la rassegna stampa di Martedi tenuta al teatro municipale di Tunisi, Hamma Hammami leader del partito dei lavoratori comunisti tunisini ''POCT'' allontana  le accuse che lo indicano come il mandante dei saccheggi mirati durante i disordini della settimana scorsa, passando addirittura al contrattacco, accusando il governo di transizione di seminare caos nel paese.


'' Durante la sua intervista rilasciata Domenica nelle tre emittenti della televisione nazionale  il primo ministro accusò il nostro partito di essere dietro i disordini che stanno attraversando la Tunisia, pagando delinquenti per incendiare, distruggere e commettere atti vandalici '' ha dichiarato il portavoce del partito dei lavoratori comunisti tunisini rivolgendosi a un pubblico di giornalisti e attivisti di estrema sinistra.

Un complotto contro la rivoluzione?


Hamma Hammami, Leader del ''partito dei lavoratori comunisti tunisini''
Perchè il leader del '' POCT'' si è sentito preso di mira, nonostane El Beji Caid Sebsi  non nominò mai il suo nome durante il dibattito di Domenica sera?? Secondo Hammami il suo partito è stato l'unico ad aver proposto il rinvio delle elezioni del 24 luglio andando contro il desiderio del primo ministro ad interim .Nel corso della rassegna stampa Hammami dichiara '' Il POCT è ben strutturato, abbiamo 25 anni di militanza, fra cui 23 svolte clandestinamente contro il regime repressivo di Ben Ali . Gli atti di vandalismo e distruzione non servono nè alla rivoluzione e nè ai rivoluzionari, gli unici ad avere tali interessi sono gli ex membri del partito RCD e dell'ex polizia politica, che fanno di tutto per mettere in difficoltà la transizione democratica e gelare i tempi, in quanto questi soggetti temono di essere perseguiti dalla giustizia per i crimini commessi in passato'' ha spiegato Hammami. 
I veri colpevoli secondo il leader del Poct sono tutti quei soggetti che hanno rifiutato e rifiutano ancora il cambiamento, e sono pronti a tutto purchè la rivoluzione venga vanificata , aggiungendo '' in quanto nè democrazia nè sicurezza nazionale fanno parte dei loro interessi''

Un dibattito fra  Hamma Hammami  e El Beji Caid Sebsi ??

El Beji Caid Sebsi , primo ministro ad interim
Continuando la rassegna stampa Hammami ha rincarato la dose accusando la lentezza del governo di transizione nell'istituire i processi contro gli uomini chiave del ex regime Ben Ali dichiarando: '' salvaguardando queste persone, il primo ministro fallisce la presa di misure necessarie contro di loro,cercando in tutti i modi di deviare l'opinione pubblica, ed è qui che Sebsi commette il passo falso, perdendo credibilità in qualità di garante della transizione democratica.

Condanando fermamente le violenze, il leader del '' POCT'' chiede l'apertura di un inchiesta indipendente , che smascheri i responsabili delle violenze della scorsa settimana dichiarando : '' Durante i disordini la polizia ha arrestato diversi giovani mettendoli sotto tortura, costringendoli cosi ad ammettere di essere stati assoldati dal ''POCT''  mettendoci di fronte alla prova evidente di un piano costruito nei minimi dettagli''  aggiungendo che in tempi normali la polizia deve fungere da garante della sicurezza e non viceversa , e che spetta al El Beji Caid Sebsi il compito di garantire la sicurezza nazionale. Rincarando la dose Hamma Hammami sfida El Beji Caid Sebsi a tenere un dibattito televisivo.Sicuro delle sue abilità da dibattitore Hammami dichiara :'' L'ultima parola spetterà al popolo telespettatore , solo lui potrà vedere da che parte sta la verità''.

Uomo avvisato mezzo salvato.


Chokri Belaid portavoce del '' movimento dei nazionalisti democratici ''
Chokri Belaid, portavoce del movimento dei nazionalisti democratici ''MND'' è andato oltre nelle dichiarazioni , ricordando tutte le violenze registrate durante la rivoluzione spiegando : '' Durante gli avvenimenti tragici del 15 e 16 gennaio, il neo governo orfano di Ben Ali cercò il caprio espiatorio del momento trovandolo in Jrad Abdesalam e l'UGTT (unione generale tunisina del lavoro), mentre negli scontri del 25 e 26 Febbraio , il governo puntò il dito contro i militanti del partito islamico moderato '' Enahda''. Adesso il governo di transizione sta cercando di accusare il   '' POCT'' e il '' MND'' di essere i mandanti degli atti vandalici registrati nei giorni scorsi  a Tunisi e Siliana, dove in questo momento 4.000 mila persone manifestano esigendo le scuse del primo ministro''. Chokri Belaid durante la discussione si chiede sul perchè il governo di fronte a tutti questi avvenimenti cerca di accusare tutti senza curarsi di arrestare gli ex membri del vecchio partito ancora a piede libero , facendo un appello al primo ministro di '' aprire le orecchie alle richieste di giustizia e democrazia del popolo e di velocizzare l'istituzione dei processi nei confronti dei responsabili della feroce repressione di Gennaio, oltre alle aperture dei dossier riguardanti i casi di corruzione nel paese e le violazioni dei diritti umani attuati dal ministero dell'interno'' arrivando ad accusare il governo di voler vanificare la rivoluzione cercando di reistituire il vecchio partito fondato dal dittatore deposto Ben Ali''.


Concludendo Chokri Belaid portavoce del movimento dei nazionalisti democratici '' MND'' usa parole dure per descrivere la situazione attuale del paese affermando : '' La Tunisia sta andando contro un muro, il ritorno di forza dei membri del vecchio partito rischia di creare i pretesti per una nuova catastrofe , senza contare il gioco politico attuato dal primo ministro che rischia di accelerare l'arrivo della catastrofe preanunciata di una nazione ancora fragile''.



Di certo non ci faremo prendere dal pessimismo.

siamo riusciti a cacciare via la tirannia, riusciremo a cacciare via anche l'ippocrisia di un governo provissorio ancora colluso con il regime del tiranno Ben Ali, senza parlare dei suoi seguaci sparsi per l'Europa convinti di sfuggire alla sete di giustizia del popolo.

Che cada l'ippocrisia come è caduta la dittatura

Lunga vita al glorioso popolo tunisino

Gloria ai caduti della Rivoluzione della dignità 


                                                                                                

sabato 14 maggio 2011

La verità su El Beji Caid Sebsi.

El Beji Caid Sebsi primo ministro ad interim
La mancanza di sincerità negli interventi di El Beji Caid Sebsi primo ministro ad interim del governo di transizione , ha spinto diversi blogger tunisini ad avviare una sorta di ''indagine'' circa la sua sospettata cerchia familiare.


In quest'articolo riporterò alcuni legami di parentela e fatti riguardanti  El Beji Caid Sebsi circà i suoi rapporti con alcuni membri della famigerata famiglia di Leila Trabelsi ex first lady tunisina nonchè bestia nera di tutto il popolo tunisino.


La figlia di El Beji Caid Sebsi è Amel Caid Sebsi  moglie di Nabil Hamza, cugino delle sorelle Yosra e Kaouther Hamza, dove a sua volta Yosra è sposata a Khalil Chaibi, figlio di Taoufik Chaibi zio del fuggitivo Slim Chiboub marito di Dorsaf Ben Ali figlia di primo letto del dittatore deposto Zine Abdine Ben Ali .


Kaouther Hamza è la madre di Mehdi Belgaied neo sposo di Halima Ben Ali figlia di Zine Abidine e Leila, a loro volta la famiglia Belgaied è strettamente imparentata alla famiglia di Sakher Matri marito della figlia di Ben Ali Nesrine e Belhassen Trabelsi fratello maggiore dell'ex first lady tunisina.


Slim Chiboub Genero Di Ben Ali 
Risulta evidente quindi che tutte queste interconnessioni familiari obbligano El Beji Caid Sebsi a '' gelare'' i tempi a favore dei membri della sua famiglia. Con molta abilità El Beji Caid Sebsi ''orchestrò'' le sue parole nel giorno del suo insediamento come primo ministro, accusando Ben Ali di alto tradimento senza alcun risultato concreto. Sembra che il primo ministro attuale risulti essere il proprietario di due mega appartamenti a Parigi, uno situato al 18'Ave Elisee reclus 75007 con vista sui '' Champs de mars''( nei pressi della Tour Eiffel) dove secondo testimoni  risulta abitato tutt'ora da Taoufik Chaibi zio di Slim Chiboub. Il secondo appartamento risulta situato  al ''16 eme à l'Ave Henri Martin'' dove secondo fonti vicine alla comunità tunisina locale risulta ancora abitato dalla figlia di Taoufik Chaibi , Amel Chaibi cugina di Slim Chiboub ( tutte le informazioni sono facilmente verificabili nel catasto di Parigi) e sembra anche che la stessa Amel  abbia sposato un certo Azziz Miled  per poi trasferirsi in Svizzera per cifrare i conti della famiglia e del primo ministro attuale El Beji Caid Sebsi che all'età di 85 anni vuole far credere al popolo tunisino di aver risposto alla chiamata nell'interesse della repubblica, povera Tunisia bisogna cacciare via questi '' residui tossici''  del regime passato.


Altri interessi di El Beji Caid Sebsi sono la protezione dell'amico nonchè parente Taoufik Chaibi riguardante il terreno in cui fu costruita la grande città mercato tunisina ''Carrefour'', l'affare è stato gestito da Slim Chiboub  genero di Ben Ali e nipote dello stesso Taoufik che per commissione dello stesso Chiboub si appropriò del terreno a un prezzo simbolico passando  ( mascherando cosi la transazione)  per Lassad Kilani originario di Gabes ( Città natale di Taoufik Chaibi). Il tutto è verificabile tramite i registri immobiliari di Tunisi.
Quindi risulta evidente che El Beji Caid Sebsi sta cercando di sostenere e proteggere questi uomini d'affari responsabili  della crisi economica tunisina, facendoli passare per uomini simbolo dell'arrichimento tunisino, nel frattempo Aziz Miled amico di Alliot Marie ha iniziato ad avviare le pratiche di separazione giuridica da Slim Chiboub genero di Ben Ali e Belhassen Trabelsi fratello maggiore di Leila Trabelsi ex first lady tunisina, in questo modo Aziz Miled e Taoufik Chaibi si sono visti togliere i propri nomi dalla lista fornita dal governo svizzero alle proprie banche'' di persone con conti bancari esteri ''


Per concludere gli stessi Azziz Miled e Taoufik Chaibi adesso sono clienti e partner d'affari di Amal Caid Sebsi  figlia del nostro primo ministro nonchè sposa di Nabil Hamza fornitore tra l'altro di parasoli e altre forniture per i loro Hotel di lusso....




Con questa breve ricerca saltano fuori i piani diabolici  di ''sfruttamento'' da parte del primo ministro El Beji Caid Sebsi per agevolare gli affari della figlia creandole vari spunti attraverso la sua rete di conoscenze , mancando cosi di rispetto ai martiri della dignità . 




Cosa possiamo dire.....Povera Tunisia.           

martedì 10 maggio 2011

Riassunto del dibatitto con El Beji Caid Sebsi.



Da tre giorni la Tunisia brucia sotto copertoni ,sedi e auto della polizia, tre giorni di altissima tensione con un manifestante deceduto in circostanze ancora misteriose , con un popolo assetato di libertà, giustizia e sopratutto verità, quelle verità per cui aveva lottato duramente durante la ''rivoluzione dei gelsomini'' quelle verità nascoste da un governo di transizione allo sbando .

Ma domenica 8 Maggio 2011 per la prima volta dallo scoppio degli scontri , il primo ministro El Beji Caid Sebsi ha tenuto un dibatitto con tre giornalisti andato in onda nell'emittente nazionale '' El Watania'', un dibatitto affrontato dal primo ministro in pieno stile Bourghuibiano ( parlantina tagliente, schiettezza nelle risposte e battuta pronta) .

Ecco a voi un breve riassunto del dibatitto fra El Beji Caid Sebsi primo ministro ad interim tunisino e alcuni giornalisti dell'altra emittente tunisina '' Hannibal''.

El Beji Caid Sebsi
Nel dibatitto si è discussso di alcuni punti interessanti fra cui le dimissioni di Farhat Rajhi dalle funzioni di ministro dell'interno, dimissioni che hanno provocato il caos in tutta la Tunisia dopo che lo stesso Farhat Rajhi aveva dichiarato di essere stato ''silurato'' dal governo di Foued Mbaz'a  per avere rilasciato pesanti rivelazioni circa un colpo di stato militare algerino in terra tunisina premeditata da El Beji Caid Sebsi nel caso di vincite delle elezioni da parte del partito islamico moderato '' Ennahda'' e di incontri segreti in terra qatariota tra il capo di stato maggiore tunisino Rashed Ammar e il dittatore deposto Zine Abdine Ben Ali, tutte rivelazioni pienamente smentite dal primo ministro ospite speciale dell'emitente '' El watania'' dichiarando che '' ufficialmente Farhat Rajhi  è stato tolto in quanto non possedeva i requisiti adatti per svolgere le funzioni di ministro dell'interno'' oltre ad accusarlo di essere un millantatore e di voler destabilizzare il paese con le sue pericolose dichiarazioni,smentendo l'incontro fra Rashed Ammar e Ben Ali in Qatar dichiarando che il capo di stato maggiore tunisino si era recato a Doha per discuttere con alcuni colleghi membri della Nato circa il dispiegamento di forze tunisine terrestri in Libia ( per altro richiesta negata dallo stesso Rashed Ammar in quanto la Tunisia non è pronta a una guerra) dichiarando inoltre che il motivo principale della cacciata di  Rajhi dal ministero era quello di aver nominato ex membri del regime andando contro il progetto di ''pulizia'' del governo di transizione.
Rashed Ammar assieme al capo di stato maggiore qatariota.











Foued Mbaz'a Presidente ad interim della repubblica tunisina

Altro punto di discussione è stata la feroce repressione di manifestanti e giornalisti di Venerdi 6 maggio.

La schietta risposta di Sebsi è stata '' Beh voi giornalisti sapete trasformare un seme in una bomba ve lo dico con tutta sincerità, quando invece dovete descrivere le cose  per come stanno , di certo la polizia non può starsene a guardare mentre i loro furgoni vengono assaltati dai manifestanti, oppure lasciare che una pietra li colpisse, condanno la repressione spropositata usata dalla polizia ma condanno anche il comportamento vandalico di alcuni manifestanti che cercano solo di danneggiare il volere collettivo, per quanto riguarda l'assalto alla redazione '' La Presse'', vi dico che prima che venisse malmenato il fotografo Fathi Belaid nelle scale, da un balcone della redazione è volato un mattone contro un ufficiale di polizia ora ricoverato con una ferita alla testa, di conseguenza gli agenti sono saliti per beccare il responsabile dell'atto vandalico , andate a vedere cosa fa la polizia in Siria ,Yemen e altri paesi, quella è repressione feroce di manifestanti''.

 '' Signor Sebsi ci parli dell'accordo fra lei e Berlusconi e di cosa ne pensa di tutti i nostri connazionali sparsi per l'Europa partiti per Lampedusa negli ultimi 4 mesi?'''

El Beji Caid Sebsi : Guardi l'accordo non prevede rimpatri infiniti di tunisini da Lampedusa, Negli ultimi tre mesi sono passati da Lampedusa qualcosa come 20.800 cittadini tunisini, l'isola ne può contenere solo 5.000 quindi lei pensi come è stata organizzata male questa cosa dal governo italiano ,ma non importa , Berlusconi è arrivato a Tunisi deciso a rimpatriare tutti i 20.800 tunisini , noi tramite trattative con il loro ministro dell'interno abbiamo deciso che 20.000 se li prendeva l'Italia e 800 li prendevamo noi , con la promessa di aumentare i controlli delle coste tunisine per evitare altri sbarchi clandestini in futuro,per quanto riguarda i cittadini tunisini che hanno avuto il permesso per motivi umanitari, io li riterrei fortunati, in quanto se non era per la trattativa che avevamo chiesto noi di avviare, sarebbero stati tutti rimpatriati, quindi consiglio loro di usufruire di questa ''straordinaria'' occasione, che non si ripeterà mai più nei confronti di chi viola i confini di uno stato.

Alla fine del dibatitto El Beji Caid Sebsi ha voluto rilasciare un'appello al popolo tunisino affinchè non si faccia prendere dall'impazienza distruggendo il paese e vanificando una rivoluzione ''invidiata'' da tutto il mondo per la sua durata e i suoi ottimi risultati, ricordando che le elezioni saranno confermate per il 24 luglio 2011.

Il giorno dopo il dibatitto in cui è stata data la prova che lo stile Bourghuibiano non è morto , un nuovo interrogativo assila le menti e le coscienze dei cittadini della pacifica Tunisia.....A chi credere? A El Beji Caid Sebsi primo ministro ad interim oppure a Farhat Rajhi ex ministro dell'interno famoso per aver sciolto il partito di Ben Ali e per aver rilasciato pericolose dichiarazioni circa un colpo di stato militare per mano dell'esercito algerino ?


Farhat Rajhi ex ministro dell'interno oggetto del dibatitto con El Beji Caid Sebsi








domenica 8 maggio 2011

Tunisi: Nuovo faccia a faccia tra il popolo e le forze dell'ordine.

Domenica 9 maggio 2011

Tunisi 9 maggio 20110
Grande tensione a Tunisi, teatro di nuovi scontri e tensioni tra polizia e manifestanti all'indomani dell'imposizione del coprifuoco notturno,                  la polizia ha fatto largo uso di lacrimogeni per disperdere i manifestanti . Gli episodi di repressione si sono susseguiti nelle due grandi arterie dell' avenue Bourghuiba e di fronte il teatro municipale di Tunisi dove più di 200 manifestanti hanno cantato a squarcia gola l'inno nazionale tunisino, scandendo di seguito slogan ostili  alla polizia e al governo, con le forze dell'ordine che intimano più volte ai manifestanti tramite  megafono, di rientrare nelle proprie case e di allontanarsi dalle strade pena l'uso della violenza, di seguito i manifestanti ignorando l'ordine dato  ccontinuano la manifestazione scandendo  slogan  del tipo''Gouvernement degage'' ( governo dimettiti) e '' flics , bande des laches'' ( banda di vigliacchi), all'udire gli slogan le forze dell'ordine procedono al lancio di lacrimogeni per disperdere i manifestanti che si sono allontanati dalle strade ripiegando nelle viuzze adiacenti l'Avenue Bourghuiba, per poi ritornare a piccoli gruppi di fronte il cordone di polizia, nel frattempo i soldati dell'esercito hanno bloccato due poliziotti in moto muniti di coltelli intenti a inseguire la folla .

Situazione ancora caotica in Tunisia dove si sono registrati scontri e incendi a Rgueb , Sidi Bouzidi e vicino il porto della Goulette dove sono state date alle fiamme diverse auto della polizia , nel frattempo  a una nave della società italiana Grimaldi in partenza per Palermo, gli è stata impedita la partenza dalla capitaneria di porto locale in quanto '' la nave non ha ancora espletato le procedure di sicurezza portuali''.


L'ex ministro dell'interno Farhat Rajhi


El Beji Caid Sebsi
Rashed Ammar capo di stato maggiore dell'esercito
In seguito agli scontri il governo di transizione in un comunicato stampa dichiara che molto probabilmente le elezioni del 24 luglio non avranno luogo, ma nulla è ancora sicuro  in quanto il primo ministro El Beji Caid Sebsi terrà un dibattito televisivo alle ore 19  in cui gli argomenti tratti saranno i gravi scontri che hanno coinvolto la capitale e il '' silurato''  ministro dell'interno Farhat Rajhi , amato dal popolo in quanto rivelatore di segreti ritenuti'' scottanti'' sul governo di transizione post-Ben Ali. Una delle rivelazioni '' interessanti '' rilasciate da Farhat Rajhi è l'incontro segreto tenuto in Qatar tra il dittatore deposto Zine Abidine Ben Ali e il capo di stato maggiore tunisino Rashed Ammar, lo stesso che si rifutò di eseguire l'ordine di sparare alla folla durante la rivoluzione dei gelsomini.

sabato 7 maggio 2011

Tunisia : la repressione ''fisica'' dell'informazione.

Bessem Bougherra fotografo professionista di una redazione di Tunisi ci testimonia la terribile repressione poliziesca che ha subito lui e altri  giornalisti nella manifestazione indetta per Venerdi 6 maggio 2011 in sostegno all'ex ministro dell'interno Farhat Rajhi nominato da Mohamed Ghannouci e silurato da El Beji Caid Sebsi nuovo primo ministro, dopo aver rivelato scottanti verità sull'operato del ministero dell'interno ai tempi del regime Ben Ali

Negli scontri coinvolti 14 giornalisti.
Era Venerdi 6 Maggio 2011 erano le  ore 14:00 quando mi stavo recando all'Avenue Bourghuiba, parcheggiando l'auto noto dieci/undici agenti di polizia che circondavano una giornalista assieme al cameraman, con l'intenzione di confiscargli la telecamera ,con la giornalista che piangeva, ho preso la mia macchina fotografica per fotografare quanto accaduto quando  la polizia mi blocca, con un agente che mi rifila un calcio iniziando a colpirmi con il suo manganello e cosi altri 5 agenti distruggendomi la macchina fotografica di cui si sono salvati solo pochi resti , ad un certo punto un agente mi tira fuori da quel gruppo di poliziotti inferociti mandandomi via, ne è rimasto uno che mi pedinava mentre mi allontanavo verso un vicolo vicino al Hotel Hana international, dopo un pò riesco a seminarlo salendo le scale di una palazzina li vicino raggiungendo un piano alto, ci sono rimasto circa quindici/venti minuti, una volta sceso noto che l'agente che mi pedinava mi stava aspettando davanti la porta , vedendomi scendere l'agente inizia a gridare intimandomi di non muovermi, bloccandomi e chiamando i suoi colleghi per poi farmi salire su un furgone, mi hanno fatto girare per l'Avenue,  perquisendomi  trovano  la mia carta d'identita americana e il biglietto da visita quando uno di loro ribatte '' hai lasciato l'America per venire in Tunisia?' ''e parte il primo colpo ( alla testa) e continua '' voi fotografi avete rovinato la Tunisia'' e parte il secondo colpo, il poliziotto continua'' noi stiamo difendendo il paese e voi  rovinate la nostra immagine '' colpendomi un'altra volta, è cosi assieme alle percosse partono le minacce , mi ha minacciato di torture, fra cui di sodomizzarmi con un manganello e dalle minacce di torture si passa alle minacce di morte. Io continuavo a dirgli che se ho disobbedito alla legge sono pronto a pagare  ma senza violenza per favore, all'udire le mie suppliche i colpi  di manganello si fanno sempre più forti oltre ai colpi di bastoni chiodati che mi hanno ferito la mano  ( mostrando la mano sinistra fasciata con una vistosa chiazza di sangue). Durante la permanenza nel  furgone del terrore sento la radio chiamare, è un agente che ordina al furgone di dirigersi e ''sistemare'' un inviato di Al jazeera che sta svolgendo delle interviste nella stazione principale della metrò, non so che fine abbia fatto quell'inviato in quanto sono stato rilasciato dolorante in mezzo alla strada, ma ora che l'emittente Qatariota ha dato la notizia di un loro inviato selvaggiamente picchiato a Tunisi, inizio a temere che sia lo stesso che aveva segnalato la radio durante la mia ''odissea'' nel furgone.

Grazie a questa testimonianza di Bessem Bougherra  circa gli scontri di Tunisi di Venerdi 6 Maggio, è stata data la prova della repressione mirata della polizia nei confronti di giornalisti e fotografi colpevoli secondo la polizia tunisina di '' aver sporcato l'immagine'' delle forze dell'ordine tunisine nonchè del governo di transizione  agli occhi del mondo.

venerdì 6 maggio 2011

Tunisi : un morto durante la manifestazione.

Venerdi 6 Maggio 2011

Le forze dell'ordine tunisine hanno violentemente disperso nel centro di Tunisi una manifestazione di 200 persone causando la morte di un manifestante e il ferimento di un numero imprecisato di persone, la manifestazione è stata indetta per chiedere le dimissioni del governo di transizione colpevole di essere ancora colluso con l'ex regime Ben Ali.


Bambino stordito dallo sparo di lacrimogeni.
Violenti scontri fra polizia e manifestanti si sono susseguiti nel cuore di Tunisi dopo che la folla ha iniziato a scandire slogan tipo'' degage '' e '' le gouvernement de transition travaille toujours pour Ben Ali'' ( il governo di transizione lavora ancora  per Ben Ali) sfidando il cordone di poliziotti di fronte al famigerato ministero dell' interno rimasto '' misteriosamente'' inviolato dopo la caduta del regime. Secondo testimoni oculari la polizia ha iniziato a caricare la folla manifestante costituita in maggioranza da giovani e minori con lanci di lacrimogeni e colpi di pietre causando il panico fra la folla e i vari negozianti che hanno reagito chiudendo le saracinesche, con la polizia che rincorreva manifestanti e passanti per tutta la grande Avenue Bourguiba con l'ausilio di motorini e blindati leggeri. Secondo un avvocato del luogo affacciatosi dal balcone dell'ufficio durante gli scontri , un manifestante in fuga inciampato nei binari della metrò '' TramWays '' di Tunisi è stato raggiunto da sette  agenti di polizia e violentemente percosso con l'ausilio di bastoni chiodati e manganelli di ferro provocandogli vistose ferite in tutto il corpo fra cui una alla testa ,di seguito la feroce repressione poliziesca non ha risparmiato neppure giornalisti e fotografi , Il fotografo dell'Agenzia France-Presse ( AFP) Fathi Belaid accusa la polizia di averlo ingiustamente malmenato all'interno dell'edificio della sua  redazione '' Sono stato  malmenato nelle scale della mia redazione , mi hanno sequestrato due macchine fotografiche e un pc portatile picchiandomi  con bastoni di ferro'' mentre un altro fotografo dell'agenzia EPA anche esso caduto nel vortice della repressione racconta '' Mi hanno violentemente percosso, non capisco dove sia la tanto agoniata libertà , mi hanno confiscato macchine fotografiche e pc portatili, oltre alla polizia in borghese che picchiava violentemente con bastoni di ferro, dal dolore non riesco neppure a parlare''. Un altro fotografo dell'agenzia americana ''Associated Press'' Hassan Dridi ora in prognosi riservata  ,è stato raggiunto da nove agenti di polizia e selvaggiamente picchiato con calci  pugni e bastoni chiodati dopo che si era fermato per raccogliere la macchina fotografica cadutagli per terra.


Farhat Rajhi assieme al capo di stato maggiore tunisino Rashed Ammar.
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La manifestazione è stata indetta da un gruppo face book in sostegno all'ex Ministro dell'interno amato dal popolo Farhat Rajhi , silurato per aver provocato un sorta di ''elettroshock'' al paese invocando la preparazione di una sorta di '' colpo di stato militare '' oltre a rivelare diversi particolari circa l'operato del famigerato ministero dell'interno agli tempi del regime.



Video degli scontri di Venerdi 6 maggio 2011

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