lunedì 16 maggio 2011

Hamma Hammami accusa El Beji Caid Sebsi

Durante la rassegna stampa di Martedi tenuta al teatro municipale di Tunisi, Hamma Hammami leader del partito dei lavoratori comunisti tunisini ''POCT'' allontana  le accuse che lo indicano come il mandante dei saccheggi mirati durante i disordini della settimana scorsa, passando addirittura al contrattacco, accusando il governo di transizione di seminare caos nel paese.


'' Durante la sua intervista rilasciata Domenica nelle tre emittenti della televisione nazionale  il primo ministro accusò il nostro partito di essere dietro i disordini che stanno attraversando la Tunisia, pagando delinquenti per incendiare, distruggere e commettere atti vandalici '' ha dichiarato il portavoce del partito dei lavoratori comunisti tunisini rivolgendosi a un pubblico di giornalisti e attivisti di estrema sinistra.

Un complotto contro la rivoluzione?


Hamma Hammami, Leader del ''partito dei lavoratori comunisti tunisini''
Perchè il leader del '' POCT'' si è sentito preso di mira, nonostane El Beji Caid Sebsi  non nominò mai il suo nome durante il dibattito di Domenica sera?? Secondo Hammami il suo partito è stato l'unico ad aver proposto il rinvio delle elezioni del 24 luglio andando contro il desiderio del primo ministro ad interim .Nel corso della rassegna stampa Hammami dichiara '' Il POCT è ben strutturato, abbiamo 25 anni di militanza, fra cui 23 svolte clandestinamente contro il regime repressivo di Ben Ali . Gli atti di vandalismo e distruzione non servono nè alla rivoluzione e nè ai rivoluzionari, gli unici ad avere tali interessi sono gli ex membri del partito RCD e dell'ex polizia politica, che fanno di tutto per mettere in difficoltà la transizione democratica e gelare i tempi, in quanto questi soggetti temono di essere perseguiti dalla giustizia per i crimini commessi in passato'' ha spiegato Hammami. 
I veri colpevoli secondo il leader del Poct sono tutti quei soggetti che hanno rifiutato e rifiutano ancora il cambiamento, e sono pronti a tutto purchè la rivoluzione venga vanificata , aggiungendo '' in quanto nè democrazia nè sicurezza nazionale fanno parte dei loro interessi''

Un dibattito fra  Hamma Hammami  e El Beji Caid Sebsi ??

El Beji Caid Sebsi , primo ministro ad interim
Continuando la rassegna stampa Hammami ha rincarato la dose accusando la lentezza del governo di transizione nell'istituire i processi contro gli uomini chiave del ex regime Ben Ali dichiarando: '' salvaguardando queste persone, il primo ministro fallisce la presa di misure necessarie contro di loro,cercando in tutti i modi di deviare l'opinione pubblica, ed è qui che Sebsi commette il passo falso, perdendo credibilità in qualità di garante della transizione democratica.

Condanando fermamente le violenze, il leader del '' POCT'' chiede l'apertura di un inchiesta indipendente , che smascheri i responsabili delle violenze della scorsa settimana dichiarando : '' Durante i disordini la polizia ha arrestato diversi giovani mettendoli sotto tortura, costringendoli cosi ad ammettere di essere stati assoldati dal ''POCT''  mettendoci di fronte alla prova evidente di un piano costruito nei minimi dettagli''  aggiungendo che in tempi normali la polizia deve fungere da garante della sicurezza e non viceversa , e che spetta al El Beji Caid Sebsi il compito di garantire la sicurezza nazionale. Rincarando la dose Hamma Hammami sfida El Beji Caid Sebsi a tenere un dibattito televisivo.Sicuro delle sue abilità da dibattitore Hammami dichiara :'' L'ultima parola spetterà al popolo telespettatore , solo lui potrà vedere da che parte sta la verità''.

Uomo avvisato mezzo salvato.


Chokri Belaid portavoce del '' movimento dei nazionalisti democratici ''
Chokri Belaid, portavoce del movimento dei nazionalisti democratici ''MND'' è andato oltre nelle dichiarazioni , ricordando tutte le violenze registrate durante la rivoluzione spiegando : '' Durante gli avvenimenti tragici del 15 e 16 gennaio, il neo governo orfano di Ben Ali cercò il caprio espiatorio del momento trovandolo in Jrad Abdesalam e l'UGTT (unione generale tunisina del lavoro), mentre negli scontri del 25 e 26 Febbraio , il governo puntò il dito contro i militanti del partito islamico moderato '' Enahda''. Adesso il governo di transizione sta cercando di accusare il   '' POCT'' e il '' MND'' di essere i mandanti degli atti vandalici registrati nei giorni scorsi  a Tunisi e Siliana, dove in questo momento 4.000 mila persone manifestano esigendo le scuse del primo ministro''. Chokri Belaid durante la discussione si chiede sul perchè il governo di fronte a tutti questi avvenimenti cerca di accusare tutti senza curarsi di arrestare gli ex membri del vecchio partito ancora a piede libero , facendo un appello al primo ministro di '' aprire le orecchie alle richieste di giustizia e democrazia del popolo e di velocizzare l'istituzione dei processi nei confronti dei responsabili della feroce repressione di Gennaio, oltre alle aperture dei dossier riguardanti i casi di corruzione nel paese e le violazioni dei diritti umani attuati dal ministero dell'interno'' arrivando ad accusare il governo di voler vanificare la rivoluzione cercando di reistituire il vecchio partito fondato dal dittatore deposto Ben Ali''.


Concludendo Chokri Belaid portavoce del movimento dei nazionalisti democratici '' MND'' usa parole dure per descrivere la situazione attuale del paese affermando : '' La Tunisia sta andando contro un muro, il ritorno di forza dei membri del vecchio partito rischia di creare i pretesti per una nuova catastrofe , senza contare il gioco politico attuato dal primo ministro che rischia di accelerare l'arrivo della catastrofe preanunciata di una nazione ancora fragile''.



Di certo non ci faremo prendere dal pessimismo.

siamo riusciti a cacciare via la tirannia, riusciremo a cacciare via anche l'ippocrisia di un governo provissorio ancora colluso con il regime del tiranno Ben Ali, senza parlare dei suoi seguaci sparsi per l'Europa convinti di sfuggire alla sete di giustizia del popolo.

Che cada l'ippocrisia come è caduta la dittatura

Lunga vita al glorioso popolo tunisino

Gloria ai caduti della Rivoluzione della dignità 


                                                                                                

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