sabato 7 maggio 2011

Tunisia : la repressione ''fisica'' dell'informazione.

Bessem Bougherra fotografo professionista di una redazione di Tunisi ci testimonia la terribile repressione poliziesca che ha subito lui e altri  giornalisti nella manifestazione indetta per Venerdi 6 maggio 2011 in sostegno all'ex ministro dell'interno Farhat Rajhi nominato da Mohamed Ghannouci e silurato da El Beji Caid Sebsi nuovo primo ministro, dopo aver rivelato scottanti verità sull'operato del ministero dell'interno ai tempi del regime Ben Ali

Negli scontri coinvolti 14 giornalisti.
Era Venerdi 6 Maggio 2011 erano le  ore 14:00 quando mi stavo recando all'Avenue Bourghuiba, parcheggiando l'auto noto dieci/undici agenti di polizia che circondavano una giornalista assieme al cameraman, con l'intenzione di confiscargli la telecamera ,con la giornalista che piangeva, ho preso la mia macchina fotografica per fotografare quanto accaduto quando  la polizia mi blocca, con un agente che mi rifila un calcio iniziando a colpirmi con il suo manganello e cosi altri 5 agenti distruggendomi la macchina fotografica di cui si sono salvati solo pochi resti , ad un certo punto un agente mi tira fuori da quel gruppo di poliziotti inferociti mandandomi via, ne è rimasto uno che mi pedinava mentre mi allontanavo verso un vicolo vicino al Hotel Hana international, dopo un pò riesco a seminarlo salendo le scale di una palazzina li vicino raggiungendo un piano alto, ci sono rimasto circa quindici/venti minuti, una volta sceso noto che l'agente che mi pedinava mi stava aspettando davanti la porta , vedendomi scendere l'agente inizia a gridare intimandomi di non muovermi, bloccandomi e chiamando i suoi colleghi per poi farmi salire su un furgone, mi hanno fatto girare per l'Avenue,  perquisendomi  trovano  la mia carta d'identita americana e il biglietto da visita quando uno di loro ribatte '' hai lasciato l'America per venire in Tunisia?' ''e parte il primo colpo ( alla testa) e continua '' voi fotografi avete rovinato la Tunisia'' e parte il secondo colpo, il poliziotto continua'' noi stiamo difendendo il paese e voi  rovinate la nostra immagine '' colpendomi un'altra volta, è cosi assieme alle percosse partono le minacce , mi ha minacciato di torture, fra cui di sodomizzarmi con un manganello e dalle minacce di torture si passa alle minacce di morte. Io continuavo a dirgli che se ho disobbedito alla legge sono pronto a pagare  ma senza violenza per favore, all'udire le mie suppliche i colpi  di manganello si fanno sempre più forti oltre ai colpi di bastoni chiodati che mi hanno ferito la mano  ( mostrando la mano sinistra fasciata con una vistosa chiazza di sangue). Durante la permanenza nel  furgone del terrore sento la radio chiamare, è un agente che ordina al furgone di dirigersi e ''sistemare'' un inviato di Al jazeera che sta svolgendo delle interviste nella stazione principale della metrò, non so che fine abbia fatto quell'inviato in quanto sono stato rilasciato dolorante in mezzo alla strada, ma ora che l'emittente Qatariota ha dato la notizia di un loro inviato selvaggiamente picchiato a Tunisi, inizio a temere che sia lo stesso che aveva segnalato la radio durante la mia ''odissea'' nel furgone.

Grazie a questa testimonianza di Bessem Bougherra  circa gli scontri di Tunisi di Venerdi 6 Maggio, è stata data la prova della repressione mirata della polizia nei confronti di giornalisti e fotografi colpevoli secondo la polizia tunisina di '' aver sporcato l'immagine'' delle forze dell'ordine tunisine nonchè del governo di transizione  agli occhi del mondo.

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