martedì 14 giugno 2011

Il prezzo della felicità.

Il 24 Maggio scorso i rifugiati del campo di Choucha attuarono una protesta contro le condizioni del campo e la scarsità dei generi alimentari bloccando l'unica strada attiva che collega Ben Gherden alla Libia ,scatenando l'ira dei commercianti della città tunisina.....


Abd el Moez , sudanese di 28 anni racconta la sua terribile esperienza durante quel tragico giorno in cui perse il suo migliore amico Ahmed, ferito a morte da un proiettile vagante......


Abd el Moez 33 anni  ( Bordeline europe)
'' Non partecipammo alla protesta, eravamo in tenda a riposare quando alcuni rifugiati diedero vita ad una protesta bloccando l'unica strada che collega  Ben Gherden alla Libia, sentimmo degli spari , molto probabilmente sparato dai militari per disperdere la folla nella strada , uscimmo per vedere meglio cosa succede , i commercianti di Ben Gherden che vivono grazie a quella strada tentarono di spostarli per fare passare le loro auto cariche di beni per la città , quando iniziano a volare pietre sia da una parte che dall'altra, l'esercito tunisino cercò di sedare gli scontri sparando dei colpi a vuoto , io e il mio amico Ahmed ci allontanammo dalla nostra tenda per rifugiarci nella

La strada che collega Ben Gherden alla Libia
grande tenda della cucina che ritenemmo più sicura, prima di entrare ci voltammo per controllare se  qualcuno  ci seguisse quando il mio amico Ahmed viene colpito  da un proiettile vagante all'altezza dell'inguine, cadendo per terra sbattè violentemente la testa perdendo i sensi, lo presi di peso e lo caricai in spalla e cercai di riportarlo in tenda quando un abitante della città di Ben Gherden mi raggiunse colpendomi con un pezzo di legno alla caviglia, caddi per terra e cosi anche il mio amico esanime ,una volta per terra l'uomo che mi colpi inizio a infierire sul mio amico colpendolo piu volte con un grosso bastone provocandogli ingenti ferite  fra cui una alla testa,  implorai di smetterla ma invano, quando a un certo punto  un altro cittadino di Ben Gherden  gli chiese di smetterla. Dolorante per le percosse subite caricai Ahmed di peso, io e altri sudanesi del campo e lo portammo  nella tenda di un dottore marocchino di servizio nel luogo,lo posammo nella lettiga e il dottore gli fece delle foto con il cellulare quando, i ragazzi della zona irruppero nella tenda  picchiando il medico, cercai di fermarli portando le mani verso di loro, ma fui colpito e gettato a terra, m'intimarono di restare in silenzio e di non muovermi pena l'uccisione del  mio amico oramai in fin di vita, dopodichè mi presero e mi fecero uscire dalla tenda, lasciai Ahmed morente nella lettiga, non potei neanche dargli l'ultimo saluto , dopo tre giorni mi comunicarono il suo decesso, non fu il proiettile a ucciderlo, sono stati loro con la loro violenza a finirlo, era come un fratello per me , sono un ragazzo del Darfur,scappai da li nel 2000 entrando clandestinamente in Libia, nel 2004  il governo di Bashir uccise mio padre in quanto oppositore politico ,al ritorno nel 2007 fui arrestato dall'esercito, un soldato del nord  tentò di uccidermi con un coltello da combattimento ma non ci riusci, provocandomi una brutta ferita alla mano danneggiandomi i nervi del dito medio ,dell anulare e del mignolo.....

Alla domanda quali sono i suoi piu grandi desideri per il futuro, Abd El Moez  risponde...

'' Voglio solo felicità, un lavoro, la dignità che si meritano gli esseri umani ,il benessere per le mie sorelle e la pace nel mio paese, il Darfur. Il mio obbiettivo è l'Europa e ci andrò un giorno ,una volta fuori di qua...




Uno dei tantissimi racconti che il mondo'' civilizzato'' nasconde alle coscienze umane.



I racconti di uomini cercatori di felicità.....