venerdì 16 settembre 2011

NON HO PIU ' PAURA . Tunisi diario di una rivoluzione.

           ''Quando un giorno un popolo sceglie la vita 
Il destino deve rispondere
Le tenebre devono dissiparsi
E le catene spezzarsi  
                                                                         ( Abou kacem Chebbi 1909-1943)


Alle vittime della rivoluzione tunisina ,alle loro famiglie e a tutti i piccoli e grandi eroi che con coraggio e dignità hanno vinto la paura e conquistato la libertà offrendo un esempio indimenticabile.
Si apre cosi il libro ''  NON HO PIU' PAURA' '' DI Simone Santi e Francesca Russo, '' gli Italiani di Cartagine'' come li chiamavano i vicini a Cartagine quando difendevano i quartieri dalle milizie di Ben Ali . Un libro narrante i 30 giorni più gloriosi della nostra storia, che difficilmente verrà dimenticato da tutti noi che rischiammo l'esilio e la vità per la nostra terra benedetta dal sangue dei nostri martiri. Il libro trasmette tramite le testimonianze raccolte nelle sue pagine , le emozioni che provò il popolo tunisino nella lotta alla propria libertà e dignità. Dallo stupore per gli '' avvenimenti di Sidi Bouzid'' in seguito al sacrificio di Mohamed Bouazizi, alla tristezza e rabbia per i caduti della città di Kasserine e Thala,  alla paura e lo sgomento per il discorso di Ben Ali del 13 Gennaio che fece credere a tutti  tramite l'inganno di aver vinto, gettando nell'angoscia e nella paura chi gli diede battaglia nei giorni precendenti, fino ad arrivare alla sensazione di invincibilità e alla felicità del 14 Gennaio 2011 , giorno della clamorosa caduta del regime.   
            
Il punto di vista del blogger tunisino Rabih Bouallegue autore del blog '' l'angolo del patriota''

Il libro si apre con una frase intensa è al quanto commuovente .

'' Alle vittime della rivoluzione tunisina ,alle loro famiglie e a tutti i piccoli e grandi eroi che con coraggio e dignità hanno vinto la paura e conquistato la libertà offrendo un esempio indimenticabile'' 

Parole forti e intense di chi rappresenta un popolo distratto come quello italiano, parole di stima e cordoglio per i morti del nostro popolo. Incontrandoli per la prima volta in una calda mattina di Agosto , subito notai la loro intenzione cristallina di ampliare e fare conoscere una rivoluzione unica nel suo genere per essere stata combattuta non con le armi come la storia c'insegna ma con slogan, cortei e cartelloni. Con i manifestanti che nonostante il pericolo di rimanere uccisi dai tiratori scelti di Ben Ali, scesero nelle strade e gridarono il loro dissenso ad uno dei regimi più repressivi e corrotti del mondo. Oltre alla loro testimonianza come ''Italiani di Cartagine'' durante i momenti bui della rivoluzione. Lodano e ammirano con grande dignità il nostro coraggio, ma lasciatemi dire che se non era per la loro ( Dignità e coraggio) che nonostante il pericolo che correvano, nonostante si trovassero a pochi metri dal palazzo presidenziale dove infuriò '' la battaglia di Cartagine'' tra le milizie di Ben Ali e l'esercito , scelsero di rimanere e raccontare all'Italia quello che succedeva dall'altra parte del mediterraneo. Quindi permettetemi di lodare da figlio della Tunisia il coraggio e la dignità degli '' Italiani di Cartagine''.



LA RIVOLUZIONE E' ANCHE LA VOSTRA '' ITALIANI DI CARTAGINE''