domenica 27 novembre 2011

Il prezzo del patriotismo

Sono settimane che nel web si manifesta in solidarietà a Mohamed Amine Chouchane , il responsabile IRIE  ( istanza regionale indipendente per le elezioni) arrestato dalle autorità italiane e rinchiuso nel centro d'identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma.  



E' stato uno dei responsabili IRIE più attivi durante le operazioni di voto dell'assemblea costituente tunisina in Italia, ha combatutto a spada tratta sostenitori e simpatizzanti del regime Ben Ali ancora in servizio negli edifici consolari in Italia e adesso si ritrova rinchiuso nel C.I.E di Ponte Galeria di Roma in attesa di essere rimpatriato con la complicità dell'ambasciata e dei consolati tunisini sparsi in Italia . Era stato prelevato dall'albergo dove alloggiava alle 4 di notte per poi essere trasferito prima in una Questura della zona e poi nel centro d'identificazione ed espulsione di Ponte Galeria di Roma.

C.I.E Ponte Galeria -Roma
 ''Giovedi un aereo è partito da Roma alla volta di Tunisi portandosi via 18 ragazzi , ci hanno tolto le scarpe lasciandoci in ciabatte , siamo rimasti con i piedi bagnati e al freddo per molto tempo e l'altra volta due ragazzi hanno tentato di impiccarsi ,uno con una corda e l'altro con un filo della corrente elettrica, li abbiamo invitati alla calma promettendogli che non gli sarebbe successo niente, alla fine sono stati prelevati e picchiati come rivoltosi''. Questa è la dura realtà descritta da chi nei mesi scorsi  si era impegnato nel glorioso processo di democratizzazione della nuova Tunisia, Mohamed Amine Chouchane è residente da molto tempo in Italia , ha lavorato regolarmente ed era in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno fino a quando il suo datore di lavoro si era dileguato assieme a tutte le sue pratiche da sbrigare, teoricamente aveva tempo di cercare un altro regolare impiego o  ritornare di sua spontanea volontà in Tunisia, ma a quanto pare Mohamed Amine era un personaggio molto scomodo per via della responsabilità ricoperta durante le operazioni di voto dove aveva il compito di difendere la credibilità delle elezioni da chi ne bramava il fallimento denunciando i tentativi di sabotaggio delle elezioni da parte dei potenti sostenitori del regime deposto di  Ben Ali ancora in servizio nei consolati di  Palermo e Roma  .Per questo suo compito si era avvalso di regolari titoli di viaggio e aveva goduto dell'ospitalità di molti alberghi dove per usufruire del servizio bisognava presentare un documento. La  vicenda del responsabile IRIE Mohamed Amine Chouchane descrive la dura realtà che vive il popolo tunisino in Italia  perseguitato , a 10 mesi dalla rivoluzione, da chi sosteneva le malefatte di un regime criminale e corrotto deposto da un insurrezione popolare senza precedenti . Dalle false denunce  per chi è in possesso di un permesso di soggiorno, alle minacce di percosse fisiche per chi gode della nazionalità italiana , questa è la dura realtà che vivono oggi in Italia i cittadini tunisini attivi nel processo di costruzione della Tunisia.
Il C.I.E dove risulta detenuto Mohamed Amine Chouchane.










Mohamed Amine Chouchane si trova tutt'ora nel centro d'identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma in attesa del rimpatrio che è stato di recente rimandato.