lunedì 31 dicembre 2012

E' morto Tarak Mekki

Muore Tarak Mekki , stroncato da un improvviso arresto cardiaco nella sua casa di Hammamet.
Domani i funerali. 


Tarak Mekki 
Uomo d'affari , analista politico e leader del movimento per la seconda repubblica . Nel 2004 abbandono' la Tunisia dopo aver rifiutato una proposta  poco conveniente avanzata dal clan Trabelsi , famiglia dell'ex first lady tunisina Leila Trabelsi ( gli proposero di dividere gli utili dei suoi affari). Nel 2007 rifiutò' per due volte lo status di rifugiato politico inaugurando cosi la sua ferrea opposizione alla politica autocratica di Ben Ali , fu uno dei pochi esiliati politici a chiederne pubblicamente la deposizione denunciandone la corruzione e la sistematica violazione dei diritti umani. Dopo due anni di feroce opposizione ll suo sito ufficiale venne ufficialmente cancellato nel 2009 e il suo account face book disattivato, azioni repressive che lo spinsero a spostare la sua aperta opposizione tramite video , cartoni animati satirici e appelli ad una seconda repubblica, il tutto attraverso youtube .Il suo attivismo spinse il regime Ben Ali ad un ennesimo tentativo di censura verso le sue pesanti critiche oscurando i siti di youtube e dailymotions dalle reti cibernetiche del paese maghrebino. Allo scoppio delle rivolte del Dicembre 2010 a Sidi Bouzidi , fu il primo ad annunciare la fuga dalla Tunisia del più grande e corrotto uomo d'affari Belhassen Trabelsi ,  fratello maggiore dell'allora first Lady tunisina Leila Trabelsi . In seguito alla deposizione di Ben Ali avvenuta il 14 Gennaio 2011 fece ritorno in Tunisia dove fondò un movimento denominato '' movimento per la seconda repubblica'' legalizzato ufficialmente il 30 Maggio del 2011. Durante i preparativi per le elezioni del 23 Ottobre 2011 annunciò il ritiro del proprio movimento dalla corsa all'assemblea costituente preferendo assistere in qualità di analista politico la situazione politica-sociale-economica del paese pubblicando video sulla pagina face book del suo movimento . E' stato più volte ospite di programmi quali Al Jazeera e France 24 in qualità di analista politico. Muore la notte del 30 Dicembre 2012 in seguito ad arresto cardiaco . Con la sua scomparsa  la Tunisia perde uno dei analisti politici più rispettati nonche storici oppositori del passato regime  di Zine Abidine Ben Ali . 

domenica 30 dicembre 2012

Tunisia e il fallimento della sua classe politica


Breve analisi dell'attuale situazione politico-sociale della Tunisia. 

Di Rabih Bouallegue , Amministratore del blog '' Essawt / la voce

Siamo di fronte ad un esecutivo incapace di tenere le redini di un paese allo sbando totale e questo grazie anche all'incapacità politica dell'opposizione , composta prevalentemente da forze di sinistra ,  di creare presupposti tali da poterlo mettere in difficoltà come presentare un alternativa valida al popolo. Bisogna riconoscere la feroce propaganda attuata dalla corrente islamista contro le attuali forze di sinistra ma cosa ha fatto la sinistra per ripulirsi l'immagine se non quella di essere protagonista di veri e propri atti definiti dai tunisini centristi, ''denigratori '' verso la cultura arabo-musulmana del popolo tunisino ? Come la proposta  di voler abolire l'intoccabile l'articolo 1 della costituzione che prevede l'islam come religione di stato e l'arabo come lingua ufficiale .Oppure come la provocazione di Chokri Belaid leader del partito di sinistra '' i patrioti democratici''  quando in occasione dell'inaugurazione per la nascita dell'assemblea costituente rifiuto di leggere la sura della ''fatiha'' per commemorare i martiri  caduti durante la rivoluzione , ecc . Per il lettore europeo militante e non  , queste piccole provocazioni possono apparire  come semplici atti di militanza politica  ma per il lettore arabo nonche buon conoscitore del '' conservatorismo'' dei popoli arabi, che sia musulmano di fede , copto o ortodosso , sono veri e propri  atti provocatori verso la morale di un popolo a maggioranza musulmana sunnita . Se l'attuale esecutivo al potere che ricordiamo composto da una ''Troika'' politica ( due partiti di centro sinistra ed uno di destra -islamista )  è risultato incapace e privo di un programma  serio e fattibile per  le esigenze sopratutto umane del martoriato popolo tunisino, sempre più vittima della disoccupazione e mala politica all'interno dei vari governatorati, nemmeno la sinistra non è da meno . Sinistra che sino ad oggi non ha fatto altro che distogliere le attenzioni del popolo dalla sua incapacità di presentare programmi seri e non utopici tramite gossip e slogan vecchi quanto la rivoluzione d'Ottobre (o rivoluzione russa ) del 1918. Siamo di fronte ad una classe politica '' vecchia '' oltre che incapace di governare il paese , politici e militanti che hanno spaccato un popolo  storicamente unito ,  dividendolo in Laici e Islamisti , tradendo cosi i valori rivendicati dal popolo durante la rivoluzione e accrescendo cosi le già elevate tensioni sociali dovute al ritorno di forza degli ex militanti del partito di Ben Ali , Rcd ( raggruppamento costituzionale democratico ) tramite il partito '' Nidaà Tounes ( l'appello della Tunisia ) fondato dall'ex premier ad interim  del governo provvisorio post Ben Ali, El Beji Caid Sebsi . Tensioni sociali accresciute anche grazie alle voci non ancora provate , di presunte presenze in territorio tunisino di campi d'addestramento jihadisti amministrate da falange armate  , come il fronte '' Ennousra '' , tutt'ora attiva in Siria contro la ferocia e i crimini attuati dalle milizie '' Sabiha'' e militari fedeli al regime siriano di Bassar Assad, impegnate nella repressione nel sangue delle manifestazioni pro-primavera araba del popolo siriano. Concludendo , siamo di fronte ad un paese privo di una classe politica , che sia di destra o di sinistra, tale da poterla traghettare verso il sogno di un nuovo Stato democratico e rispettoso dei diritti più elementari del popolo. 

venerdì 23 novembre 2012

Resoconto di una vicenda dimenticata : la questione dei migranti tunisini dispersi

Dove sono i nostri figli ? 
Sono passati 23 mesi dalla rivolta popolare che portò alla caduta del dispotico regime del generale tunisino Zine abidine Ben ali , caduta che spinse  28.800 cittadini tunisini di età compresa tra i 13 e gli 40 anni ad abbandonare la '' Tunisia liberata '' per raggiungere '' l'El Dorado Europa '' . Di questi giovani avventurieri 250 appartenenti ai quartieri popolari di Tunisi risultano ancora oggi scomparsi nel nulla . Decine le immagini e i fotogrammi di servizi giornalistici che documentarono l'arrivo in terra italiana di una piccola parte dell'elevato numero dei desaparecidos,  documenti che spinsero i genitori a denunciarne la scomparsa ai governi delle sponde opposte del mediterraneo dando cosi vita ad un lotta che si è protratta sino ad oggi senza alcun risultato , peggiorando le condizioni psico-fisiche di alcune madri già fortemente provate dallo spauracchio di una probabile morte del proprio caro  in terra italiana . Con l'arrivo delle prime elezioni libere della storia della Tunisia, sale al potere una troika politica composta da ex partiti d'opposizione al regime deposto . La salita al potere di un esecutivo di ex esiliati ed oppressi  venne visto inizialmente dai parenti dei dispersi  come una possibile svolta in positivo della loro lotta dimenticata , chiedendo prima udienze ai vari ministri e in seguito organizzando animate proteste non autorizzate di fronte ai vari ministeri al grido ''IN DUE PAROLE , DOVE SONO I NOSTRI FIGLI ?'' Col passare dei mesi la loro triste vicenda sembra non scalfire minimamente l'attenzione degli attuali politicanti al potere ,eppure  durante il duro ventennio del tiranno Ben Ali anche loro conobbero l'esilio e la prigionia ,come mai non si  mobilitano ? Come mai non si riconoscono nella vicenda di questi ragazzi esiliati con molta probabilità sotto falso nome nei vari C.I.E e prigioni d'Europa .Con ciò  la lotta per la verità cominciata dai parenti dei dispersi sembrò essere destinata in eterno a sbattere contro il muro di gomma eretto dall'attuale governo tunisino, cosa che minerà con il tempo l'instabilità mentale di parecchie madri che tenteranno più volte il suicidio.


Rafik Abd selem Bouchleka
Ma una svolta è destinata ad internazionalizzare la loro lotta . Il ministro degli esteri tunisino Rafik Ben abd Selem Bouchleka dopo aver cercato invano per mesi di tranquillizzare le proteste dei familiari di fronte il proprio ministero chiese ed ottenne dal governo italiano un visto della durata di sei mesi per una  delegazione composta da cinque  genitori dei ragazzi dispersi, che una volta approdati in terra italiana dovranno adempiere al difficile compito della ricerca dei desaparecidos . L'iniziativa fin da subito si dimostrò un fragile castello di carte a causa  della cattiva organizzazione tra i corpi diplomatici tunisini sparsi per il territorio italiano e il ministero degli esteri , cattiva organizzazione dovuta sopratutto alla presenza all'interno dei consolati e delle ambasciate di diplomatici  ed ex agenti segreti fortemente legati al regime Ben Ali , che a distanza di mesi dalla caduta del regime risultavano ancora tramortiti dal drastico cambiamento politico  della Tunisia .
L'ex console tunisino di Palermo 
L'arrivo della delegazione dei genitori dei dispersi avvenne il 28 Gennaio 2012 alle ore 16:35 all'aeroporto di Punta Raisi di Palermo dove furono accolti dal console tunisino di stanza a Palermo Abd Rahman Ben Mansour  . Fin da subito il diplomatico si dimostrò disponibile a dare informazioni  più dettagliate circa la sorte dei ragazzi dispersi , dichiarando incoscientemente di conoscere la sorte di una buona parte di questi ragazzi , che sempre secondo le sue dichiarazioni si trovavano rinchiusi nei C.I.E del nord Italia , i genitori scioccati da tale notizia chiesero  i nomi dell'ubicazione esatta di queste città invano in quanto il console rifiutò di dare maggiori informazioni . Cosi iniziò la lunga odissea della delegazione dei parenti dei dispersi in Italia , se nella sponda sud  dovettero fare i conti con l'impassibilità e l'inesperienza del nuovo governo tunisino ,  dall'altra dovevano vedersela con il disinteressato governo tecnico di Mario Monti , decisamente non disposto a pagare i danni nel campo dell'immigrazione causati del passato governo Berlusconi  . Undici mesi di vane proteste , feroci scioperi  della fame e inutili mobilitazioni di giornalisti e attivisti non fanno altro che incrementare ancor di più la disperazione della madri in Tunisia , in costante contatto con una delegazione al completo sbando in Italia.

Malore di una madre durante la protesta di fronte l'ambasciata d'Italia a Tunisi
Ma nel Maggio scorso avviene il primo cedimento psicologico , una madre mal'informata dai media tunisini  che diedero per morti i ragazzi dispersi s'immolò al fuoco per la disperazione , riportando gravissime ustioni nel 60 % del corpo .Un mese prima, precisamente il 30 Aprile 2012 , le madri organizzarono un sit-in di protesta di fronte l'ambasciata italiana dove chiesero risposte all'ambasciatore italiano pena l'incolumità fisica della numerosa comunità italiana residente a Tunisi . Passano i giorni , passano i mesi , e dei ragazzi nessuna traccia ,eppure le immagini parlano chiaro ,alcuni di loro c'e l'avevano fatta e riuscirono a toccare il suolo di Lampedusa , ma un recente riscontro delle loro impronte digitali attuata con la collaborazione del governi tunisino e italiano affermarono l'esatto contrario per buona parte di loro in quanto i database del ministero dell'interno italiano rilevarono le impronte digitali di soli 14 dei 250 desaparecidos , precisando che cinque  di loro toccarono terra nel 2010 e i restanti nove nei primi mesi del 2011 . Informazioni che risultarono incomplete per la delegazione presente in Italia che chiese invano di dare nomi e cognomi ai presunti '' ritrovati ''.


La delegazione dei parenti dei migranti dispersi in Italia
Un risultato che spinse le madri a gridare al complotto pur  di allontanare l'idea di una possibile morte dei propri cari .Teorie complottiste  che vanno da una sorta di protocollo massone segreto firmato ai tempi dell'accordo del 5 Aprile 2011 tra i governi dell'allora primo ministro ad interim tunisino El Beji Caid Sebsi e Silvio Berlusconi , protocollo che prevedeva  lo svuotamento delle piazze tunisine in rivolta tramite l'apertura delle frontiere marittime del canale di Sicilia con la conseguente partenza alla volta di Lampedusa dei giovani protagonisti della rivoluzione , salvaguardando cosi sia gli affari stretti dal cavaliere con il deposto Ben Ali , sia gli interessi delle ex forze del regime deposto rappresentate dallo stesso Sebsi , desiderose di riprendersi il potere perduto, sino ad arrivare ad un piano governativo che vede l'attuale governo italiano impegnato a far scomparire qualsiasi traccia che porti al ritrovamento dei 250 giovani dispersi , testimoni , secondo le loro madri , di una terribile vicenda legata alla politica anti-immigrazione attuata dal leghista Roberto Maroni , ex ministro dell'interno italiano ai tempi '' dell'invasione dell'isola di Lampedusa'' come amava definirla l'attuale leader della Lega. Una vicenda  , quella dei desaparecidos del mediterraneo destinata a protrarsi negli anni dato che la delegazione dei genitori presenti tutt'ora a  Roma riusci' ad incontrare un non specificato parlamentare del PDL ( partito della libertà ) di Silvio Berlusconi , che  sempre secondo la delegazione rivelò la presenza in territorio italiano di cinque ragazzi sbarcati nel settembre 2010 ( i cosidetti dispersi di ras jebal della provincia di Tunisi ) che in seguito al loro arrivo chiesero ed ottennero asilo politico .Erano gli stessi cui impronte digitali rientravano nei famosi 14 dei 250 dispersi rilevati dai data base del ministero dell'interno italiano . Oggi  a quasi due anni dalla scomparsa , la ricerca dei 250 dispersi si è ristretta a 14 . Ma nonostante la riduzione del numero di dispersi  la vicenda è destinata ad infittirsi sempre di più  e le madri condannate per sempre ad essere la pallina da ping pong preferita dei politicanti al potere nelle sponde opposte.


Fotogramma di un servizio del Tg5 del Marzo 2011 raffigurante alcuni giovani dispersi appartenenti al quartiere popolare di Tunisi
'' El Kabbaria'' 




domenica 14 ottobre 2012

L'evoluzione della '' Harga ''

E' passato un mese da quel tragico 7 settembre 2012  , quando una barcone con a bordo 130 migranti tunisini affonda a largo dell'isola di Lampione provocando l'ennesima tragedia del mare e consegnando al cimitero del mare Nostrum gli ennesimi corpi senza vita di ragazzi cercatori di felicità . Ancora oggi le autorità italiane sono alla ricerca , senza successo ,  di una verità , una prova , un pezzo di barca che provi l'esistenza di un altro classico naufragio di '' clandestini '' . I sopravvissuti continuano a riportare verità discordanti sull'accaduto . 

In seguito ad una mia recente inchiesta  svoltasi la scorsa estate nei quartieri popolari di Tunisi sono venute a galla nuove verità circa le attuali partenze di '' Harragas '' tunisini verso  '' l'El Dorado '' europea , dove la percentuale di sopravvivenza alla traversata è direttamente proporzionale alla somma che si paga . 



Quartiere El Ouardia / Tunisi -  23 Giugno 2012 




E' una calda giornata di Giugno  nel quartiere popolare di '' El Ouardia '' , un quartiere martoriato dalla miseria e dove l'anno scorso  42 ragazzi  persero la vita in un misterioso naufragio.    Eravamo io e la collega di origini inglesi Eleanor Mortimer , eravamo impegnati a girare il documentario '' the price of freedom '' e  dovevamo incontrare un certo ''Slaità '' nomignolo di un ragazzotto di 18 anni rimpatriato  dalle autorità italiane l'anno scorso,  dopo soli due settimane di permanenza in terra italiana . Dovevamo intervistarlo per farci raccontare il suo rimpatrio avvenuto prima del 5 Aprile 2011 , data della stipulazione dell'accordo anti-immigrazione tra l'allora premier tunisino El Beji Caid Sebsi e Silvio Berlusconi .  ''Slaita'' ci raccontò con aria quasi annoiata del suo rimpatrio in Tunisia , questo  fino a quando non gli ponemmo la fatidica domanda '' Riproverai la traversata verso l'Italia ? '' L'intervista ci scappò di mano e il ragazzo si trasformò in un fiume in piena di racconti ed informazioni , ci raccontò di come erano cambiate le modalità di partenza dalla Tunisia , ci parlò di un suo amico sbarcato direttamente in Sicilia dopo aver pagato 4 milioni di dinari , l'equivalente di 2 mila euro , ad un gruppo di pescatori-trafficanti di una non specificata città costiera del centro sud tunisino. Ci raccontò di come quei pescatori  abbiano procurato al suo amico dei  documenti falsi per farlo apparire , agli occhi delle severe autorità marittime tunisine , come un giovane pescatore alle prese con la sua prima battuta di pesca . Una vera e propria  '' Harga '' mascherata a battuta di pesca dai loschi trafficanti tunisini . Infine il trasbordo , che avvenne in alto e mare e a notte fonda , a bordo di un peschereccio siciliano  . Da una parte due pescherecci impegnati in una battuta di pesca , dall'altra 10 giovani ragazzi che saltano da un peschereccio all'altro , un salto che gli permetterà di cambiare vita ,  il salto che li porterà in Italia  , la terra promessa per intere generazioni di tunisini .  L'arrivo in Sicilia fu tra le più tranquille , secondo il racconto dell'amico di viaggi di '' Slaita '' , niente emittenti televisive , niente bagliori blu delle volanti della polizia italiane come l'anno scorso a Lampedusa , solo una piccola cittadina siciliana che dorme e un furgoncino che li attende per portarli in un piccolo casolare di campagna dove passeranno una settimana per poi ricominciare l'avventura europea .  '' Slaita '' ci confermò che il suo viaggio si svolgerà in questo modo  , nel frattempo dovrà attendere  il via libera dai pescatori- trafficanti raccogliendo denaro per la sua nuova avventura ....


La Goulette -  24 Giugno 2012 



'' Porto vecchio '' de la Goulette  
La Goulette è una ridente città di mare distante 20 chilometri dal centro di Tunisi , dovevamo incontrare due giovani ragazzi , Safi e Ala'a , li trovammo mentre erano  intenti a farsi delle bracciate nelle acque del vecchio porto della città .  Li intervistammo al prezzo di un pacco di sigarette a testa su una piccola barchetta ormeggiata . Il loro contatto mi fu segnalato da '' Slaita '' dopo che gli chiesi se conosceva altri aspiranti '' Harragas '' . All'inizio ero convinto di trovarmi di fronte ad altri ragazzi che si dovranno spacciare per pescatori  per poter '' bruciare la frontiera'' ,  e invece no , Safi e Ala'a pagheranno 2 milioni di dinari per farsi trasportare sino a largo delle coste della Sicilia per poi farsi gettare in mare e continuare a nuoto gli ultimi cento / duecento metri di mare che li divide dal proprio sogno . La stessa versione che sentii l'anno scorso quando , nei pressi di Mazara del Vallo ,  incontrai due ragazzi tunisini con i vestiti umidi e sporchi di sale  . I due ragazzi si danno il cambio per farsi intervistare ,  all'inizio pensai che erano li solo per farsi qualche tuffo e combattere il gran caldo , e invece vidi che sia uno che l'altro una volta in acqua attuavano delle faticosissime bracciate per raggiungere una boa distante cento metri dal porto dove ci trovavamo , mi dissero che si stavano allenando per '' il grande giorno '' . Una volta a destinazione dovranno raggiungere a nuoto  le spiagge della città siciliana  . Mi dissero che i trafficanti , rimpatriati l'anno scorso dalle autorità italiane , non avevano più alcun interesse a sbarcare in Italia , e quindi per prevenire eventuali arresti e rovinose ( per gli affari )  permanenze nei C.I.E ( Centri d'identificazione ed espulsione ) gettavano il carico umano in mare e facevano ritorno in Tunisia dove da li organizzavano altri viaggi  e cosi altri affari . Anche per Safi e Ala'a   la '' harga '' da quattro milioni è più sicura di quella da due .....


In seguito a queste testimonianze una domanda sorge spontanea : siamo sicuri che il 7 settembre 2012 a largo dell'isola di Lampione ci sia stato un naufragio ? 



HARGA :  Termine maghrebino usata per indicare il superamento illegale della frontiera

HARRAGAS  : Termine maghrebino che vuol dire '' Coloro che bruciano la frontiera '' 


















mercoledì 19 settembre 2012

'' Harga '' sventata

La guardia costiera tunisina di stanza a Houmt Souk ( Djerba -Tunisia )  ha sventato nella mattinata di ieri  un tentativo di partenza di 150 '' harragas '' originari del sud - est tunisino , di partenza dalla spiaggia d'Aghir a Djerba e diretti con molta probabilità a Lampedusa . Le forze dell'ordine sono riuscite a far sgomberare l'imbarcazione prima che prendesse il largo . Avviate le ricerche  dei 150 aspiranti '' Harragas'' fuggiti dopo l'irruzione della guardia costiera . Sembra non arrestarsi  l'ondata di partenze verso l'isola di Lampedusa , nonostante l'ennesima tragedia dello scorso 7 Settembre 2012. Partenze spinte dall'attuale situazione economico-sociale di un paese prossimo ,  secondo i più pessimisti , ad una guerra civile.  





Moncef Marzouki a largo dell'isola di Lampione ( foto AL JAWHARA)

Intanto nella giornata di ieri l'attuale presidente della repubblica tunisina , Moncef Marzouki  si è recato a largo dell'isola di Lampione per la commemorazione delle vittime del naufragio del 7 settembre 2012 . 



venerdì 14 settembre 2012

Tunisi - assalto all'ambasciata americana

Assaltata l'ambasciata americana a Tunisi , gli assaltatori hanno dato vita ad una vera e propria guerra nei dintorni della sede diplomatica . Distrutta e saccheggiata una scuola americana .



Tunisi - Rimozione della bandiera statunitense 
E' di 2 morti e 28 feriti il bilancio dei disordini scoppiati oggi nelle adiacenze dell'ambasciata americana di stanza a Tunisi . Manifestanti inferociti hanno attaccato quella che per loro rappresenterebbe '' la sede di satana '' . In seguito alla pubblicazione del film  '' innocence of muslims'' dove Muhammad ( saas) viene non solo rappresentato fisicamente ( cosa assolutamente proibita nell'islam) ma anche dipinto come un inguaribile donnaiolo credulone . Pochi giorni fa perse la vita in un analogo episodio l'ambasciatore americano di stanza a Bengasi , Chris Stevens, assieme ad un agente dei servizi segreti e due Marines . Si sono uditi spari intorno all'edificio , probabilmente colpi in aria sparati dalle forze dell'ordine tunisine , ma c'e chi giura di aver visto dei cecchini ( probabilmente Marines) aggirarsi nei tetti dell'edificio diplomatico  . Data alle fiamme e saccheggiata la scuola vicino l'ambasciata. Il governo tunisino ,esasperato dagli ultimi avvenimenti ( le proteste seguite  dallo scandalo del ragazzo morto nelle segrete del ministero dell' interno prima e i disordini  per il naufragio di tunisini a Lampedusa dopo ) ha spinto il governo ad applicare il coprifuoco in tutta la grande Tunisi , comprese le città turistiche ( Sidi bou Said , La marsa ecc.. ) . Evacuato in tempo l'ambasciatore americano Jacob Walles  grazie al tempestivo intervento delle brigate anti-terroristiche tunisine ( B.A.T ) .

Il presidente della repubblica Tunisina- Moncef Marzouki



Dura condanna del presidente ad interim , Moncef Marzouki durante il discorso alla nazione andato in onda questa sera . L'eccentrico Capo di Stato tunisino ha pubblicamente presentato le sue scuse agli Stati Uniti e al suo popolo definendolo '' un popolo amico e completamente estraneo al recente scandalo legato al film che insulta le figure sacre dell'islam '' . Durante il discorso Marzouki ha espressamente chiesto al ministro dell'interno , Ali Lardeidh , la massima severità contro questi '' nemici della repubblica e della rivoluzione '' ammettendo pubblicamente una telefonata ricevuta dal segretario di Stato americano , Hillary Clinton , dove chiedeva  '' la massima fermezza da parte delle autorità tunisine contro degli estremisti intenti a minare i rapporti d'amicizia tra la Tunisia e gli Stati Uniti d'America ''.




                          Galleria d'immagini -14 Settembre 2012


Beirut - manifestanti distruggono fast food americano




Manifestanti diretti all'ambasciata









mercoledì 12 settembre 2012

Lista sopravissuti al naufragio del 07-09-2012

                                                              GENTILI LETTORI


L'AMMINISTRATORE DESIDERA PORGERE LE SUE PIU' SENTITE SCUSE PER LA LUNGA INNATIVITA' DEL BLOG '' L'ANGOLO DI BOUSUFI ''.






Tensione a Tunisi dove le famiglie hanno indetto un sit-in di protesta di fronte il ministero degli affari sociali . '' Vogliamo verità''- urla una madre alle telecamere delle emittenti tunisine - '' Non vogliamo attendere , diteci che fine hanno fatto i nostri figli ''. Scontri tra manifestanti e polizia nella cittadina di el Fahs ( Zaghouan) . Il numero dei dispersi  del recente naufragio si va ad aggiungere al già altissimo numero di migranti  dispersi da più di un anno e mezzo (800). Il recente naufragio è un campanello d'allarme per l'attuale governo tunisino, esasperato per la difficile situazione economico-sociale del paese.


LISTA DEI SOPRAVISSUTI AL NAUFRAGIO DEL 07 SETTEMBRE 2012 A LARGO DELL'ISOLA LAMPIONE

Link : http://www.diplomatie.gov.tn/fileadmin/_temp_/liste_tunisiens_lambadouza.pdf 






                                                      




 

giovedì 31 maggio 2012

C.I.E di Milo : Intervista a Khlifa

Ingresso inaspettato all'interno del C.I.E di Milo . Centinaia le denunce fatte dagli ospiti contro le difficili condizioni del luogo.
Una delle testimonianze più dure è di Khlifa, tunisino rinchiuso da mesi nel C.I.E e selvaggiamente picchiato dopo la tentata fuga da un Ospedale di Trapani ...










KHLIFA , RACCONTACI COME TI SEI PROCURATO QUESTE LESIONI ? 




KHLIFA 30 ANNI
Dovevo fare una radiografia alla mano destra dolorante da ormai parecchie settimane , chiesi invano per giorni di essere visitato fino a quando non decisero di portarmi in un ospedale di Trapani per una radiografia. Scortato e trasferito con una volante, all'arrivo all'ospedale tentai la fuga . Raggiunsi la strada nei pressi dell'ospedale,  stavo correndo quando una volante m'investi . Una volta a terra mi bloccarono, uno di loro per farmi stare fermo mi bloccò la testa tenendomi per i capelli , per poi  picchiarmi con calci e manganelli sul busto e sulle gambe. Mi misero le manette ai polsi e una volta a bordo della volante che stava facendo ritorno nel C.I.E mi picchiarono di nuovo colpendomi nel torso e nelle parti intime del corpo minacciandomi '' se parli ti finisce male '' . Guarda come sono ridotto, viviamo come dei cani ,ogni volta che protestiamo o tentiamo la fuga , entrano con gli idranti colpendoci con dei getti d'acqua violentissimi....


                                                 LE  LESIONI SUL CORPO DI KHLIFA 





















Il racconto di Khlifa viene interrotto da un altro tunisino che ci mostra nervosamente altri lividi dietro il collo del connazionale :

''Ci trattano come dei cani, guarda come lo hanno ridotto , inoltre quattro ore prima che arrivaste pulirono da cima a fondo lo spazio dove adesso ci  troviamo e portarono delle sedie e dei tavoli nuovi all'interno delle stanze,  nascondendo alcuni  migranti con evidenti lividi nel corpo in un altra sezione del C.I.E inaccessibile ai giornalisti , se solo poteste organizzare una visita a sorpresa del centro per  poterne vedere le reali condizioni ''












C.I.E : Centro d'identificazione ed espulsione

domenica 27 maggio 2012

MIGRANTI TUNISINI SCOMPARSI : VITTIME DELL'ISLAMOFOBIA

Sedici mesi fa scomparivano 250 giovani tunisini, partiti dalla Tunisia alla ricerca di un futuro migliore, di loro si persero completamente le tracce. Alcuni dei parenti , alla ricerca disperata della verità circa la loro sorte, affermano di possedere le prove certe dell'arrivo del loro caro a Lampedusa, uno di loro è Ahmed Benhassine, fratello del Amine Benhassine,  giovane disperso dal 9 settembre 2010. 


Ahmed Benhassine con in mano la foto del fratello disperso
''  Mi chiamo Ahmed Benhassine , fratello di Amine Benhassine. Dovete sapere che prima che prendesse il largo mio fratello fu insistentemente perseguitato dalla Polizia del regime di Ben Ali in quanto musulmano praticante , fu cosi che parti' all'improvviso senza dirci nulla. Parti' la notte del 9 settembre 2010 da Bizerta ( nord della Tunisia ) assieme a quattro amici del quartiere, e da allora non sapemmo più nulla di lui e dei suoi compagni di viaggio. Il giorno seguente lo cercammo disperatamente per tutta la città, ma le uniche informazioni che siamo riusciti ad ottenere erano quelle riguardanti il loro orario di partenza, le 22 :00, e le caratteristiche della loro imbarcazione : un barcone di 6 metri dotato di motore fuoribordo, chiedemmo alla polizia tunisina informazioni, ma gli agenti, dopo aver controllato le generalità dei dispersi nei loro computer, al posto di aiutarci ci chiesero minacciosamente dove sia finito mio fratello, fu cosi che la polizia avvio' le indagini contro mio fratello e i suoi amici, sospettati, come molti loro coetanei musulmani praticanti e assidui frequentatori della moschea , di essere dei terroristi salafiti ''  

 I dispersi , da sx : Amine Benhassine , Mahzoud Taha,
Mohamed Amine Arafa , Mzeh Imed
In balia dei tristi ricordi Ahmed mostra e sbandiera rabbiosamente un foto del fratello

 '' secondo voi questo è il volto di un terrorista ? Mio fratello era un studente modello, era conosciuto in città, era un bravo ragazzo, e come molto giovani della sua età aveva dei sogni , delle ambizioni , e sapeva benissimo che rimanendo in Tunisia di Ben Ali non li poteva raggiungere. Tre giorni dopo la sua partenza il giornale di Sicilia  pubblico' un articolo circa l'arrivo di un barcone con a bordo 5 ragazzi di nazionalità tunisina che furono trasferiti a Porto Empedocle per l'identificazione. Chiedemmo informazioni di nuovo alla polizia prima e alla guardia costiera tunisina dopo, per confermare la notizia, ma nulla. Aspettammo invano una telefonata da parte dei ragazzi, fino a quando non siamo venuti a sapere che le autorità tunisine avvisarono le autorità italiane dichiarando che i cinque sbarcati a Lampedusa il 10 settembre non erano altro che terroristi islamici in fuga dalla giustizia,. Quasi un anno dopo fui invitato ad unirmi alla delegazione dei familiari dei dispersi , arrivai in Sicilia il Gennaio scorso, e sapevo già dove iniziare la mia ricerca . Il C.I.E di Caltanissetta dove sospetto siano rinchiusi i cinque ragazzi , quando mi recai li parlai con alcuni impiegati tunisini al C.I.E che mi confermarono con molta titubanza e preoccupazione la presenza  all'interno del centro di detenzione di cinque ragazzi tunisini '' appartenenti al 2010'' , la stessa informazione mi fu confermata e subito smentita  dal vice console tunisino. Mio fratello è ancora vivo ne sono assolutamente certo, la notizia pubblicata sul giornale di Sicilia ne è la prova più evidente, è impossibile che siano morti, continuerò a cercarlo sino a quando non si dissolverà il mistero''

Immagine prova tratta da un fotogramma del tg5 raffigurante alcuni '' desaparecidos'' ,
alcuni parenti , riconosciuto un loro caro , ne hanno il nome in arabo.

  

Nonostante le prove certe ( vedi immagine in alto ) circa  l'arrivo a Lampedusa di alcuni ''desaparecidos '', rimane ancora irrisolto il caso dei 250 migranti tunisini scomparsi....



domenica 22 aprile 2012

Buco nell'acqua

Nel seguente articolo, sotto previa richiesta dei denuncianti, verranno utilizzati dei nomi fittizi.


C.A.R.A a Salinagrande
Continua la ricerca d'informazioni per fare luce sul mistero dei 250 migranti tunisini scomparsi. Nei giorni scorsi ricevetti una telefonata da Imed Soltani portavoce della delegazione dei gentori dei dispersi a Roma che mi comunicava l'esito del riscontro delle prime 143 impronte digitali di alcuni dispersi . Sempre secondo il portavoce , il ministero dell'interno italiano ha comunicato ad Al Jaziri, segretario di stato del ministero all'immigrazione, l'esito negativo del primo riscontro : non è stata trovata alcuna informazione circa la sorte dei giovani dispersi. In Tunisia una madre disperata si è data fuoco , riporterà gravissime ustioni al collo e al torace. Nel frattempo io ed Eleanor Mortimer , impegnati nel documentario  '' the price of freedom'', ci rechiamo nel C.A.R.A di Salinagrande, gestita dalla cooperativa '' Badia Grande'',  dove intravediamo un gruppo di giovani migranti tunisini fermi di fronte la cancellata del C.A.R.A. Ci avviciniamo , i tunisini, probabilmente grazie ai miei tratti somatici , capiscono di trovarsi di fronte ad un loro connazionale, salutano e si presentano chiedendo che ci faccia un tunisino ben vestito di fronte ad un luogo come il C.A.R.A. Gli spiego la mia attività e comincio con il porgere loro alcune domande circa la loro data d'arrivo a Lampedusa, quasi tutti sono arrivati nei mesi delle ondate migratorie post-rivoluzione, gli mostro le foto di alcuni ragazzi scomparsi, sbarcati nei mesi di marzo, nessuno di loro è stato visto o riconosciuto dai tunisini di Salinagrande, un altro buco nell'acqua , che si va ad aggiungere agli altri flop nella ricerca di questi giovani misteriosamente scomparsi .  Intanto durante le riprese un ragazzo chiede di poter rilasciare  una denuncia circa la malgestione del C.A.R.A. Acettata la loro richiesta i ragazzi si trasformano in un fiume in piena, alcuni di loro dichiarano di essere  stati rimpatriati dalla Francia , nonostante il permesso temporaneo di 6 mesi, un minorenne di Zarzis sbandiera un documento della prefettura di Parigi. Altri come Bilal e Mohamed  sono ritornati spontaneamente in Italia  pur di rinnovare il loro permesso temporaneo scaduto. Ma tutti dichiarano di essere ritornati in Italia dopo aver udito la stessa identica scusa rilasciata dalle varie polizie europee '' torna in Italia che ti verrà rinnovato il permesso temporaneo''  . Ma le critiche e le accuse sono rivolte sopratutto alla cooperativa che gestisce il C.A.R.A ,'' BADIA GRANDE''. Molti parlano  ad alta  voce , gesticolano nervosamente indicando più volte con l'indice il C.A.R.A distante pochi metri , accusano  la cooperativa di non saper gestire il C.A.R.A. Più volte pronunciano i nomi di due direttori della cooperativa, i nomi sembrano familiari, sono gli stessi che gestirono assieme alla cooperativa INSIEME il C.I.E.T di Kinisia. Stranamente le loro accuse contro il direttore G.M non mi sorprendono dato che l'anno scorso , in piena distribuzione viveri, il macchiavelico direttore , irritato dalla confusione creatasi nella fila di tunisini di fronte il centro di distribuzione viveri, ordinò agli operatori di sospendere la distribuzione del cibo, lasciano molti tunisini a bocca asciutta.
Interno della casa abbandonata
Denunciano le dure condizioni igieniche delle loro docce '' manca l'acqua calda'' grida Bilal '' molti di noi per passare una notte dignitosa da esseri umani scavalcano la cancellata laterale e vanno a dormire in una casa abbandonata.  Durante l'intervista intravedo un auto avvicinarsi alla cancellata del C.A.R.A, è un caporale venuto a prelevare un giovane migrante tunisino, lavorerà nei campi per chissà quante ore per pochi euro. Di seguito Bilal, il giovane tunisino della cittadina del Kram mi chiede di mostrargli la casa abbandonata dove di solito passa la notte. Entriamo e subito veniamo accolti da tre letti con coperte sporche e con attorno barattoli di vetro e scatolette di tonno vuote, la casa è attorniata da spazzatura e pozzanghere.  Dopo il tour guidato della casa abbandonata ci scambiamo i numeri telefonici con la promessa di ritornare per monitorare la difficile situazione......



Non è la prima volta che degli ospiti di un centro d'accoglienza gestito dalla cooperativa '' Badia Grande''  ne denunciano la cattiva gestione . Seguiranno aggiornamenti....










lunedì 16 aprile 2012

Il silenzio della vergogna

La settimana scorsa viene reso pubblico nel blog '' l'angolo del patriota'' un articolo con titolo   Lei non mi rappresenta, articolo che criticava la candidata al consiglio comunale , Samira Zalteni. Dopo solo un giorno dalla pubblicazione dell'articolo, l'amministratore del blog riceve, via web e via telefono, feroci critiche dai sostenitori accorsi in difesa alla candidata Zalteni, ma soprattutto insulti telefonici da parte della sorella Minore , Refka Zalteni. Insulti che descrivevano il giovane Blogger tunisino come ''un venduto  un invidioso e diffamatore'' ma sopratutto , durante l'accesa conversazione telefonica,sono partite minacce di diffamazione verso Rabih, minacciato più volte di essere dipinto davanti a tutti come un ex complice del regime dittatoriale di Ben Ali.  Il giovane blogger risponde pubblicamente ( tramite un video ) alle feroci accuse dei sostenitori della candidata, sfidandola ad un dibattito pubblico con moderatore neutrale e con spettatori gli elettori palermitani e le comunità immigrate di Palermo. 

Visto il silenzio della candidata di fronte il comportamento anti-democratico tenuto dai suoi sostenitori verso qualsiasi tipo di critica , ecco a voi alcune delle domande  destinate ad essere formulate nel dibattito tra il giovane Blogger  Rabih Bouallegue e la candidata al consiglio comunale, Samira Zalteni.



In seguito alla storica deposizione di Ben Ali, la città di Palermo è stata testimone di moltissimi eventi legati alla Rivoluzione tunisina e al nuovo scenario politico della Tunisia organizzate dalla nuova comunità tunisina, perche non vi ha mai partecipato?  


Durante l'emergenza dell'anno scorso , centinaia di giovani tunisini, rilasciati dai vari centri d'accoglienza di Trapani e di passaggio dalla stazione centrale di Palermo, furono assistiti materialmente e psicologicamente da cittadini palermitani e stranieri. Perche non ha mai partecipato a questa magnifica manifestazione di solidarietà verso i nostri connazionali ? 


Perche ha sistematicamente ignorato la possibilità di unirsi alla nuova comunità tunisina pro rivoluzione ? 



Ci parli del suo passato nel RCD ( raggruppamento costituzionale democratico-partito fondato da Ben Ali ) e dei suoi rapporti con i noti militanti palermitani del partito sciolto? 


Perche ha preferito sottrarsi alle critiche riparandosi dietro il linguaggio volgare dei suoi sostenitori rifiutando qualsiasi tipo d'incontro pubblico? 


Perche non ha mai organizzato un incontro di discussione della sua candidatura e del suo programma elettorale con la comunità tunisina di Palermo ?  Riavvicinandosi alla sua comunità avrebbe ottenuto maggiore consenso e maggiore notorietà tra gli elettori palermitani....























domenica 8 aprile 2012

Lei non mi rappresenta....

Brevi riflessioni di un migrante tunisino residente a Palermo...





Come può una persona parlare a nome delle comunità immigrate residenti nella città di Palermo, quando non è riuscita a ritagliarsi uno spazio nella propria comunità ?  Dal 15 Gennaio 2011,  data del primo e storico sit-in pro-rivoluzione  organizzato dalla ''nuova '' comunità tunisina di Palermo ( la prima di una lunga serie di fronte il consolato di Piazza Ignazio Florio ) ai diversi incontri organizzati dalla nuova comunità tunisina anti Rcd ( raggruppamento costituzionale democratico-partito del deposto Ben Ali ) alle nottate passate per assistere moralmente e materialmente i migranti tunisini di passaggio dalla stazione centrale di Palermo, alle prime e delicate elezioni storiche della nuova Tunisia organizzate in Sicilia e il successivo arrivo in Italia della delegazione dei familiari dei giovani migranti tunisini scomparsi, in nessuno di questi eventi legati alla Tunisia, sua terra d'origine, la candidata al consiglio comunale, Samira Zalteni  era presente, lei che con grande ipocrisia dice di voler rappresentare tutte le comunità immigrate al consiglio comunale, compresa la nuova comunità tunisina , quando non ha fatto nulla per avvicinarsi ad essa, sopra tutto dopo la storica deposizione di Ben Ali, ignorando sistematicamente le nostre lotte preferendo la noncuranza al dialogo con i propri connazionali....

Come può pretendere di rappresentarmi quando non ha mai appoggiato nessuna delle mie lotte a favore della nostra terra e dei compatrioti più sfortunati ? 

venerdì 30 marzo 2012

Ambasciatore ! Dove sono i nostri figli ??

Assediata l'ambasciata italiana a Tunisi, centinaia di famiglie disperate e assettate di verità urlano all'ambasciatore italiano la seguente domanda : Ambasciatore ! Dove sono i nostri figli ??




Giornata di fuoco per l'ambasciatore italiano Pietro Benassi , un centinaio di familiari dei migranti dispersi hanno assediato la sede diplomatica urlando il seguente slogan '' Ambasciatore ! Dove sono i nostri figli ?  Una mattinata all'insegna delle grida e dei pianti delle madri, disperate e desiderose di conoscere la sorte dei loro figli dispersi in seguito al loro arrivo nell'isola di Lampedusa. Dopo solo mezz'ora dall'inizio del sit-in , la polizia e l'esercito si appostano in difesa dell'edificio diplomatico, qualche barbuto salafita cerca di provocare la rissa insultando i giovani scomparsi definendoli dei ''criminali fuggiti alla giustizia''. Un padre, disperato urla insulti e minacce all'Italia e agli italiani e una madre avverte : se da qui a Maggio non riceviamo risposte concrete dal governo italiano circa il riscontro delle impronte digitali , la nostra rabbia si ripercuoterà sui turisti che verranno  in vacanza in Tunisia, ora che ho perso mio figlio non temo la galera. Tra i passanti si avvicina qualche curioso che viene malamente cacciato da un agente di polizia appostato in difesa dell'ambasciata. Le ore passano e dall'ambasciata  ancora nessuna risposta, le famiglie iniziano ad urlare disperate,lanciando insulti contro l'ambasciatore Pietro Benassi, un giovane , fratello maggiore di un disperso urla in un italiano mediocre '' perche un italiano può andare e venire quando vuole in Tunisia in piena sicurezza mentre un tunisino quando cerca di arrivare in Italia viene fatto scomparire ?? La tensione e alle stelle, qualcuno esce dall'ambasciata, sembra un ispettore di polizia in borghese, dice che l'ambasciatore è pronto a ricevere una delegazione delle famiglie per chiarire la situazione. La tensione sale quando l'ispettore  impedisce a Hamadi Zribi, attivista italo-tunisino impegnato nella vicenda, di essere presente con la delegazione durante l'incontro . Nel frattempo alcuni passanti incuriositi osservano irritati , qualcuno si permette di insultare pesantemente le madri che protestano, commentando ad alta voce '' prima danno del denaro ai propri figli per bruciare le frontiere e dopo si lamentano della loro scomparsa ??''. In attesa che la delegazione finisca il loro incontro con l'ambasciatore Benassi, un pugno di agenti spintonano alcune madri per allontanarle dal filo spinato di fronte l'ingresso, provocando la collerica reazione dei mariti e dei figli presenti. Dopo una lunga attesa la delegazione esce, dicono di aver parlato con un funzionario che ha riferito il seguente messaggio a nome dell'ambasciatore.

'' Il governo italiano non può risolvere la situazione senza la collaborazione del governo tunisino. La Tunisia non ha inviato le impronte digitali, abbiamo più volte fatto pressione all'ambasciata tunisina a Roma senza ricevere alcuna risposta. Finche il governo tunisino non invierà le impronte digitali l'Italia non potrà dare una risposta definitiva alla vicenda''



Dopo questa dichiarazione le famiglie hanno deciso di organizzare una protesta per Lunedi mattina di fronte la sede dell'assemblea costituente, in attesa di una risposta del governo tunisino....