lunedì 30 gennaio 2012

Alla ricerca dei gelsomini

Continuano le pressioni delle famiglie dei migranti tunisini misteriosamente scomparsi in Italia. Una delegazione dei familiari dei '' Desaparecidos'' tunisini è arrivata sabato mattina all'aeroporto di Punta Raisi con l'intento di svolgere personalmente la ricerca dei propri cari scomparsi.
Delegazione delle famiglie dei '' desaparecidos'' tunisini.


E' arrivata sabato mattina la delegazione dei familiari dei ''desaparecidos'' tunisini, accolti all'arrivo da un Abd Rahman Ben Mansour, console tunisino a Palermo, al quanto cordiale e ospitale, nonostante avesse impedito la mia presenza in qualità di fotografo nell'appuntamento di questa mattina . Sono arrivati grazie alle pressioni del ministero degli esteri tunisino all'ambasciata italiana per il rilascio del visto di tre mesi. Adesso sono a Palermo determinati a porre fine a questa assurda vicenda,giurando di aver visto i propri cari ripresi dai telegiornali italiani al loro arrivo nell'isola di Lampedusa, affermando inoltre di aver strappato al console,con la promessa di non rivelare a nessuno la natura della loro conversazione mattutina, la seguente dichiarazione '' i vostri cari stanno bene''. Domani la delegazione formata da Ahmed Ben Hassine, Imed Soltani, Ayed Jeljeli, Noureddine Mbarki, Nedia el Ajmi e Maherzia Cherfi comincerà la ricerca dei propri cari nel C.A.R.A di Mineo accompagnati dal vice console,dove si presume siano rinchiusi dei tunisini richiedenti asilo.

Seguiranno aggiornamenti.....



Galleria d'immagini di Lunedi 30 Gennaio 2012







































domenica 29 gennaio 2012

Il possibile colpo di scena.

I Familiari dei scomparsi.
Possibile colpo di scena nella vicenda legata ai '' Desaparecidos'' tunisini, vi riporto un articolo di Ettore Iacona circa la testimonianza di un presunto sopravvissuto alla tragica  traversata. 



Che ci sia la marina militare italiana dietro le loro misteriose sparizioni ?




Tunisini spariti, c'è un testimone
Una denuncia riaccende le polemiche sugli sbarchi del marzo 2011.

DI ETTORE IACONO

PARMA. Tra le acque del Mediterraneo e la sabbia di Lampedusa, dal marzo 2010 si sono perse le tracce di centinaia di giovani tunisini. Un mistero ancora irrisolto che alimenta proteste e che ora sembra generare fantasmi. Qualcuno prova a soffiare sulle braci ancora ardenti della "primavera dei gelsomini", additando fra i responsabili delle sparizioni la Marina militare italiana. In una realtà tutt'altro che rasserenata e dagli equilibri ancora piuttosto labili, insinuare dubbi di questa natura potrebbe rivelarsi un pericoloso detonatore. E forse a qualcuno potrebbe far comodo continuare ad agitare le acque nel dopo Ben Alì. Ma sulla vicenda è stato presentato un dettagliato esposto alla Digos della Questura di Parma, in cui si fa riferimento a una nota che il Consolato tunisino di Palermo, con l'avallo dell'Ambasciata di Roma, avrebbe inviato al ministero degli Affari esteri di Tunisi. I viaggi dei barconi finiti sotto la lente d'ingrandimento sono quelli dell'1, del 14, del 22 e del 29 marzo 2010.

LA DENUNCIA.  A far esplodere il caso, la testimonianza di un presunto sopravvissuto, Mohammed Elhadi, pubblicata in lingua araba dal giornale tunisino "Assabah". L'uomo sostiene che il 29 marzo scorso, a poche miglia da 
Lampedusa, una delle unità navali della Marina avrebbe aperto il fuoco contro un barcone di disperati in navigazione verso le coste italiane.

mercoledì 25 gennaio 2012

Risveglio siciliano

Si chiama movimento dei forconi, l'ondata di  proteste che sta letteralmente paralizzando tutto il bel paese. Una protesta apartitica e apolitica attuata contro la mancata attuazione dello statuto d'autonomia e  la pesante situazione economica cui versa la Sicilia, causata, secondo i responsabili del movimento, dal mal governo e dalla corruzione dei politici siciliani e non. Una grande mobilitazione con semplici bandiere raffiguranti la Trinacria è stata preparata oggi da migliaia di siciliani provenienti da tutta la Sicilia, che hanno sfilato in corteo fin davanti Palazzo d'Orleans sede della presidenza della regione siciliana, scandendo slogan contro il governatore della regione Siciliana Raffaele Lombardo, chiedendogli le immediate dimissioni. 
Manifestazione Siciliana di Mercoledi 26-01-2012
Di fronte la sede, non sono mancati gli attimi di tensione tra i manifestanti e le forze di polizia attorniate intorno all'edificio. Migliaia di manifestanti, hanno scandito slogan contro  il governatore Lombardo e il presidente del consiglio Mario Monti. 







Movimento apartitico o apolitico?

Giuseppe Catalano,  aderente al movimento dei forconi
Da quando sono iniziate le proteste il movimento dei forconi è stato duramente criticato sulle pagine  Face book, in quanto si sospetta che tra le proprie fila ci possa essere l'oscura presenza di Cosa Nostra. I responsabili  del movimento affermano che la protesta è stata attuata da semplici agricoltori e lavoratori come protesta contro le ormai insostenibili condizioni economiche dell'Isola. Secondo Giuseppe Catalano, aderente al movimento dei forconi, la natura del movimento è assolutamente apartitica e apolitica, ricordando che la protesta è stata attuata per chiedere le immediate dimissioni di tutta la classe politica siciliana corrotta e il miglioramento delle condizioni di vita del popolo siciliano. Alla domanda circa la possibile presenza di Cosa Nostra nel movimento Catalano smentisce, accusando il presidente della confindustria Sicilia Ivan Lo Bello di voler boicottare il movimento con le sue affermazioni, invitandolo a scendere in piazza ad indicare a tutti chi siano questi presunti '' infiltrati''. Ma nel corteo di stamane non è mancata la presenza di Forza Nuova e Casa Pound che hanno attivamente partecipato nel corteo nonostante le dichiarazioni di alcuni affiliati del movimento dei forconi circa il  presunto allontanamento dal corteo di possibili militanti fascisti intenti a volantinare....




                                         


                                 FOTO  DI MERCOLEDI 26 GENNAIO 2012

















     










































































































martedì 24 gennaio 2012

Palermo : crolla un edificio in ristrutturazione



Tragedia sfiorata a Palermo nel tardo pomeriggio dove un edificio in ristrutturazione ubicato 
nella zona dei mercati del capo nei     pressi del palazzo di giustizia è crollato, causando danni vistosi alla palazzina adiacente. Sul posto sono accorsi polizia di stato, carabinieri , vigili del fuoco e le unità cinofile della guardia di finanza che  verificheranno la presenza di eventuali persone coinvolte nel crollo e rimaste sepolte tra le macerie... 







Seguiranno aggiornamenti...














domenica 22 gennaio 2012

Immagina

E' passato un anno e la vicenda dei '' Desaparecidos'' del mar mediterraneo è tutt'ora avvolta da un fitto alone di mistero. Famiglie tunisine che reclamano verità e giustizia  circa la sorte dei giovani scomparsi in seguito alla traversata della speranza. 


       
                                                            




Voi, genitori d'Europa immaginate di vivere in un paese martoriato dalla miseria, immaginate di sentire i pianti silenziosi di vostro figlio ferito nell'orgoglio dalla povertà e dalla disoccupazione crescente. Immaginate il volto di vostro figlio quando vi descrive le sue più grandi speranze e i suoi più grandi sogni pur sapendo che non si avvereranno mai. Immaginate vostro figlio osservare con malinconia la felicità dei suoi coetanei in Europa. Immaginate vostro figlio che vi parla con speranza dell'Europa, chiedendo denaro per il viaggio verso Lampedusa promettendovi la sua felicità .Immaginate il suo forte e ultimo abbraccio davanti la porta di casa nel giorno della sua partenza. Immaginate vostro figlio a bordo di un barcone in balia di onde indecise se lasciarlo vivere o inghiottirlo per sempre. Immaginate il barcone allontanarsi verso le oscurità del mare con a bordo vostro figlio rannicchiato in un angolo assieme ad altri suoi coetanei. Immaginate di leggere una settimana dopo, il nome di vostro figlio tra i nomi dei dispersi. Immaginate lo strazio e il dolore di un uomo alla ricerca del proprio fratello. Immaginate una madre che si addormenta piangendo nel letto del proprio figlio assente. Immaginate un padre che si chiede se sarà lui a seppellire suo figlio o se sarà suo figlio a seppellire lui. Immaginate, genitori europei, il vostro dolore dimenticato dalle coscienze umane. Come reagireste?





venerdì 13 gennaio 2012

il Mister Hyde di Cartagine.

Dichiarazione agghiacciante dell'ex presidente della Tunisia Ben Ali, il giorno dopo il discorso alla nazione dove ordinò alla polizia di non sparare contro i manifestanti promettendo grandi cambiamenti.


Mohamed Ghannoucci ex primo ministro di Ben Ali.
Durante l'intervista di Giovedi 12 Gennaio 2012 rilasciata da Mohamed Ghannouci alla rete satellitare '' National 1'' l'ex primo ministro racconta di una dichiarazione alquanto agghiacciante dell'ex presidente deposto  la sera del 14 Gennaio 2011, giorno della sua caduta.

''Quel giorno  Ben Ali ci  rivelò il suo vero volto, il volto di un presidente sanguinario e incurante delle sofferenze del proprio popolo, nonostante il discorso alla nazione del giorno prima in cui ordinava alla polizia di non usare armi da fuoco contro la  folla e nonostante le continue notizie che arrivavano circa la morte di manifestanti uccisi dalla polizia nei sobborghi di Tunisi, ci fece sapere che era disposto a sacrificare più di 1000 vite pur di ristabilire l'ordine nel paese. Era irriconoscibile, non era il Zine abidine che conoscevo e con cui lavorai per molti anni...


Berlusconi & Ben Ali.

Questo era il presidente e maestro di democrazia che l'occidente ha tanto sostenuto...




































N.b : Zine Abidine era il nome di battessimo dell'ex presidente deposto.



lunedì 9 gennaio 2012

Allarme Gafsa.

Giovedi 5 gennaio 2012 un disoccupato di 48 anni si è dato fuoco di fronte il governatorato di Gafsa ( centro-ovest della Tunisia)  dopo aver richiesto invano d'incontrare una delegazione di ministri in visita nella regione mineraria. 


Si chiama Ammar Gharsalla, 48 anni  padre di tre bambini l'uomo immolatosi al fuoco ed ora ricoverato in gravissime condizioni presso l'ospedale della regione. Giovedi dopo aver richiesto invano un incontro con la delegazione di ministri in visita nella regione mineraria ,Gharsalla si da fuoco di fronte il governatorato di Gafsa. L'uomo da tempo senza lavoro era impegnato da settimane assieme ad altri disoccupati  in un sit-in per protestare contro la loro attuale situazione.
Hamadi Jebali, primo ministro della Tunisia.
A quasi un anno dalla caduta del regime di Ben Ali  i problemi sociali in Tunisia non sono stati risolti, il paese conta  più di due milioni di disoccupati su una popolazione di dieci milioni e i beni di prima necessità scarseggiano nelle regioni più interne del paese. Secondo il portavoce del PCOT ( partito comunista operaio tunisino) Ammar Ammrousia intervistato da France 24 , se Ammar Gharsalla dovesse morire la situazione nella regione rischia di degenerare ricreando cosi uno scenario simile a quello creatosi a Sidi Bouzid un anno fa, in seguito alla morte di Mohamed Bouazizi. Sempre secondo il portavoce del PCOT , il nuovo governo è colpevole di non aver fatto nulla per mantenere le promesse elettorali inerenti la creazione di nuovi posti di lavoro nella regione, famosa per le sue estese miniere di fosfati. Nel frattempo il governo di Hamadi Jebali  ha formato una  sorta di '' task force'' formata da rappresentanti dei ministeri del lavoro, dell'ambiente e dello sviluppo regionale,  della sanità e degli affari sociali per incontrare gli abitanti della regione e accogliere le loro richieste.

Altissima tensione in Tunisia a pochi giorni dall'anniversario della caduta del regime Ben Ali....


sabato 7 gennaio 2012

Lettera del popolo tunisino al mondo.


Nel primo anniversario della nostra rivoluzione ecco a voi una lettera indirizzata ai restanti popoli del mondo....




Se un giorno il popolo vorrà la vita il destino dovrà sicuramente avverarsi, la notte scomparirà e le catene si spezzeranno. 
                                           Abou Kacem Chebbi  1909-1934
                           
                                           
Ci siamo svegliati il 17 Dicembre con una notizia che ci ha addolorati. Abbiamo conosciuto seppur in tristi circostanze un uomo di nome Mohamed Bouazizi o meglio l'eroe della liberazione Mohamed Bouazizi. Dopo questo triste  episodio il tunisino senti' di non potere più aspettare . In quei venti tre anni in cui era soffocato  finalmente senti' il bisogno di respirare. Da qui inizia quella che i media internazionali hanno battezzato '' La Rivoluzione dei Gelsomini'' la sua forza non si caratterizzava dal suicidio di un essere umano ,ma dalla determinazione e dal volere di un popolo. Ed oggi arrivano notizie di un algerino, di un egiziano e di un mauritano immolatosi al fuoco di fronte al senato,di fronte un tribunale o di fronte un municipio, ma questo basta? Io non credo, una rivoluzione dev'essere caratterizzata dalla clemenza ed ogni popolo per compierla deve appoggiarsi alla propria esperienza, alla propria formazione e al desiderio di un futuro migliore per le prossime generazioni. Una rivoluzione come quella tunisina difficilmente si ripeterà e come tutti sappiamo il mondo è rimasto 222 anni in attesa di una rivoluzione di un popolo contro il potere, dal lontano 1789 data della rivoluzione francese. Il popolo tunisino nonostante tutto è fiero di aver finalmente conquistato un spazio nel cuore dei restanti popoli del mondo.Cercate di risolvere i vostri problemi con i vostri metodi in quanto il '' copia e incolla'' non sempre funziona quando un popolo decide di spezzare le proprie catene....

Che la pace e la misericordia di Dio discenda su di voi...


Il popolo tunisino.

giovedì 5 gennaio 2012

Alta tensione.

Ennesimo tentativo d'immolazione al fuoco a Tunisi ad un anno esatto dalla morte di Mohamed Bouazizi, venditore ambulante immolatosi al fuoco il 17 Dicembre 2010 e deceduto il 4 Gennaio 2011.

Avenue Paris ( Tunisi)
Ad un anno esatto dalla rivoluzione la Tunisia assiste ad un altro tentativo d'immolazione al fuoco da parte di un cittadino disperato, l'episodio è avvenuto in pieno centro nell'avenue Paris. L'uomo, una volta versatosi il liquido infiammabile nel corpo ha tentato d'immolarsi ma senza successo in quanto è stato tempestivamente bloccato da passanti e negozianti della zona. L'uomo una volta bloccato ha dichiarato di essere disperato e di essere un padre di tre figli senza lavoro. La Tunisia sta attraversando uno profonda crisi economica, la disoccupazione crescente,l'innalzamento del prezzo dei beni di prima necessità e i continui scioperi delle fabbriche stanno ritrasformando il paese in una pentola a pressione pronta ad esplodere nonostante la storica e pacifica ascesa al potere di Moncef Marzouki, presidente eletto liberamente dal popolo nelle prime elezioni libere, che una volta al potere ha ordinato di metter all'asta i beni immobili dell'ex famiglia presidenziale . Nel frattempo il governo ha firmato l'ennesimo decreto per il prolungamento dello stato d'emergenza nel paese dopo i recenti fatti di Ras Jedir, dove gruppi armati provenienti dalla Libia hanno ferito e sequestrato funzionari della polizia di frontiera, un firma che non aiuta  l'affluenza di turisti nel paese, in netto calo dopo gli avvenimenti di un anno fa . Una situazione pericolosa secondo il leader del  '' Movimento della seconda repubblica'' Tarak Mekki, in quanto il paese è sempre più sull'orlo del precipizio e che solo un miracolo potrebbe salvare il paese dall'irreparabile, dichiarando che l'unica soluzione al problema è una seconda rivoluzione contro il nuovo governo al potere.



La rivoluzione non è ancora finita....