domenica 22 aprile 2012

Buco nell'acqua

Nel seguente articolo, sotto previa richiesta dei denuncianti, verranno utilizzati dei nomi fittizi.


C.A.R.A a Salinagrande
Continua la ricerca d'informazioni per fare luce sul mistero dei 250 migranti tunisini scomparsi. Nei giorni scorsi ricevetti una telefonata da Imed Soltani portavoce della delegazione dei gentori dei dispersi a Roma che mi comunicava l'esito del riscontro delle prime 143 impronte digitali di alcuni dispersi . Sempre secondo il portavoce , il ministero dell'interno italiano ha comunicato ad Al Jaziri, segretario di stato del ministero all'immigrazione, l'esito negativo del primo riscontro : non è stata trovata alcuna informazione circa la sorte dei giovani dispersi. In Tunisia una madre disperata si è data fuoco , riporterà gravissime ustioni al collo e al torace. Nel frattempo io ed Eleanor Mortimer , impegnati nel documentario  '' the price of freedom'', ci rechiamo nel C.A.R.A di Salinagrande, gestita dalla cooperativa '' Badia Grande'',  dove intravediamo un gruppo di giovani migranti tunisini fermi di fronte la cancellata del C.A.R.A. Ci avviciniamo , i tunisini, probabilmente grazie ai miei tratti somatici , capiscono di trovarsi di fronte ad un loro connazionale, salutano e si presentano chiedendo che ci faccia un tunisino ben vestito di fronte ad un luogo come il C.A.R.A. Gli spiego la mia attività e comincio con il porgere loro alcune domande circa la loro data d'arrivo a Lampedusa, quasi tutti sono arrivati nei mesi delle ondate migratorie post-rivoluzione, gli mostro le foto di alcuni ragazzi scomparsi, sbarcati nei mesi di marzo, nessuno di loro è stato visto o riconosciuto dai tunisini di Salinagrande, un altro buco nell'acqua , che si va ad aggiungere agli altri flop nella ricerca di questi giovani misteriosamente scomparsi .  Intanto durante le riprese un ragazzo chiede di poter rilasciare  una denuncia circa la malgestione del C.A.R.A. Acettata la loro richiesta i ragazzi si trasformano in un fiume in piena, alcuni di loro dichiarano di essere  stati rimpatriati dalla Francia , nonostante il permesso temporaneo di 6 mesi, un minorenne di Zarzis sbandiera un documento della prefettura di Parigi. Altri come Bilal e Mohamed  sono ritornati spontaneamente in Italia  pur di rinnovare il loro permesso temporaneo scaduto. Ma tutti dichiarano di essere ritornati in Italia dopo aver udito la stessa identica scusa rilasciata dalle varie polizie europee '' torna in Italia che ti verrà rinnovato il permesso temporaneo''  . Ma le critiche e le accuse sono rivolte sopratutto alla cooperativa che gestisce il C.A.R.A ,'' BADIA GRANDE''. Molti parlano  ad alta  voce , gesticolano nervosamente indicando più volte con l'indice il C.A.R.A distante pochi metri , accusano  la cooperativa di non saper gestire il C.A.R.A. Più volte pronunciano i nomi di due direttori della cooperativa, i nomi sembrano familiari, sono gli stessi che gestirono assieme alla cooperativa INSIEME il C.I.E.T di Kinisia. Stranamente le loro accuse contro il direttore G.M non mi sorprendono dato che l'anno scorso , in piena distribuzione viveri, il macchiavelico direttore , irritato dalla confusione creatasi nella fila di tunisini di fronte il centro di distribuzione viveri, ordinò agli operatori di sospendere la distribuzione del cibo, lasciano molti tunisini a bocca asciutta.
Interno della casa abbandonata
Denunciano le dure condizioni igieniche delle loro docce '' manca l'acqua calda'' grida Bilal '' molti di noi per passare una notte dignitosa da esseri umani scavalcano la cancellata laterale e vanno a dormire in una casa abbandonata.  Durante l'intervista intravedo un auto avvicinarsi alla cancellata del C.A.R.A, è un caporale venuto a prelevare un giovane migrante tunisino, lavorerà nei campi per chissà quante ore per pochi euro. Di seguito Bilal, il giovane tunisino della cittadina del Kram mi chiede di mostrargli la casa abbandonata dove di solito passa la notte. Entriamo e subito veniamo accolti da tre letti con coperte sporche e con attorno barattoli di vetro e scatolette di tonno vuote, la casa è attorniata da spazzatura e pozzanghere.  Dopo il tour guidato della casa abbandonata ci scambiamo i numeri telefonici con la promessa di ritornare per monitorare la difficile situazione......



Non è la prima volta che degli ospiti di un centro d'accoglienza gestito dalla cooperativa '' Badia Grande''  ne denunciano la cattiva gestione . Seguiranno aggiornamenti....










lunedì 16 aprile 2012

Il silenzio della vergogna

La settimana scorsa viene reso pubblico nel blog '' l'angolo del patriota'' un articolo con titolo   Lei non mi rappresenta, articolo che criticava la candidata al consiglio comunale , Samira Zalteni. Dopo solo un giorno dalla pubblicazione dell'articolo, l'amministratore del blog riceve, via web e via telefono, feroci critiche dai sostenitori accorsi in difesa alla candidata Zalteni, ma soprattutto insulti telefonici da parte della sorella Minore , Refka Zalteni. Insulti che descrivevano il giovane Blogger tunisino come ''un venduto  un invidioso e diffamatore'' ma sopratutto , durante l'accesa conversazione telefonica,sono partite minacce di diffamazione verso Rabih, minacciato più volte di essere dipinto davanti a tutti come un ex complice del regime dittatoriale di Ben Ali.  Il giovane blogger risponde pubblicamente ( tramite un video ) alle feroci accuse dei sostenitori della candidata, sfidandola ad un dibattito pubblico con moderatore neutrale e con spettatori gli elettori palermitani e le comunità immigrate di Palermo. 

Visto il silenzio della candidata di fronte il comportamento anti-democratico tenuto dai suoi sostenitori verso qualsiasi tipo di critica , ecco a voi alcune delle domande  destinate ad essere formulate nel dibattito tra il giovane Blogger  Rabih Bouallegue e la candidata al consiglio comunale, Samira Zalteni.



In seguito alla storica deposizione di Ben Ali, la città di Palermo è stata testimone di moltissimi eventi legati alla Rivoluzione tunisina e al nuovo scenario politico della Tunisia organizzate dalla nuova comunità tunisina, perche non vi ha mai partecipato?  


Durante l'emergenza dell'anno scorso , centinaia di giovani tunisini, rilasciati dai vari centri d'accoglienza di Trapani e di passaggio dalla stazione centrale di Palermo, furono assistiti materialmente e psicologicamente da cittadini palermitani e stranieri. Perche non ha mai partecipato a questa magnifica manifestazione di solidarietà verso i nostri connazionali ? 


Perche ha sistematicamente ignorato la possibilità di unirsi alla nuova comunità tunisina pro rivoluzione ? 



Ci parli del suo passato nel RCD ( raggruppamento costituzionale democratico-partito fondato da Ben Ali ) e dei suoi rapporti con i noti militanti palermitani del partito sciolto? 


Perche ha preferito sottrarsi alle critiche riparandosi dietro il linguaggio volgare dei suoi sostenitori rifiutando qualsiasi tipo d'incontro pubblico? 


Perche non ha mai organizzato un incontro di discussione della sua candidatura e del suo programma elettorale con la comunità tunisina di Palermo ?  Riavvicinandosi alla sua comunità avrebbe ottenuto maggiore consenso e maggiore notorietà tra gli elettori palermitani....























domenica 8 aprile 2012

Lei non mi rappresenta....

Brevi riflessioni di un migrante tunisino residente a Palermo...





Come può una persona parlare a nome delle comunità immigrate residenti nella città di Palermo, quando non è riuscita a ritagliarsi uno spazio nella propria comunità ?  Dal 15 Gennaio 2011,  data del primo e storico sit-in pro-rivoluzione  organizzato dalla ''nuova '' comunità tunisina di Palermo ( la prima di una lunga serie di fronte il consolato di Piazza Ignazio Florio ) ai diversi incontri organizzati dalla nuova comunità tunisina anti Rcd ( raggruppamento costituzionale democratico-partito del deposto Ben Ali ) alle nottate passate per assistere moralmente e materialmente i migranti tunisini di passaggio dalla stazione centrale di Palermo, alle prime e delicate elezioni storiche della nuova Tunisia organizzate in Sicilia e il successivo arrivo in Italia della delegazione dei familiari dei giovani migranti tunisini scomparsi, in nessuno di questi eventi legati alla Tunisia, sua terra d'origine, la candidata al consiglio comunale, Samira Zalteni  era presente, lei che con grande ipocrisia dice di voler rappresentare tutte le comunità immigrate al consiglio comunale, compresa la nuova comunità tunisina , quando non ha fatto nulla per avvicinarsi ad essa, sopra tutto dopo la storica deposizione di Ben Ali, ignorando sistematicamente le nostre lotte preferendo la noncuranza al dialogo con i propri connazionali....

Come può pretendere di rappresentarmi quando non ha mai appoggiato nessuna delle mie lotte a favore della nostra terra e dei compatrioti più sfortunati ?