venerdì 29 aprile 2016

Una nuova droga dell'ego : Il tasto '' Mi piace ''


Più tempo trascorro su facebook e più chiedo a me stesso se è possibile trovare una via di mezzo salutare tra la vita virtuale di facebook e quella reale. Tra il mondo on line e offline. Possiamo dire che il social network Facebook è un ottimo strumento quando si viaggia e si vuole mandare notizie alla propria famiglia a casa. Ma personalmente comincio a percepire un pericolo che non tutti hanno ancora percepito. Questo pericolo lo vedo nel tasto '' Mi piace '' che affianca qualsiasi nostro aggiornamento o commento. Vedo questa opzione come una sorta di droga dell'ego che crea dipendenza quanto l'eroina o qualsiasi altra droga pesante. Mi spiego meglio ; più il tuo selfie,il tuo post,la tua riflessione,o semplicemente la tua battuta di spirito riceve apprezzamenti tramite il tasto '' Mi piace '' e più la dipendenza cresce. Cresce sino a distogliere completamente la tua attenzione dalle normali pratiche quotidiane nel mondo offline. Al punto da mercificare qualsiasi momento della tua vita quotidianità in cambio di un '' Mi piace ''. Creando automaticamente delle vere e proprie finestre virtuali sulla tua vita privata. Questa ricerca maniacale del '' Mi piace '' non è altro che un effetto collaterale della carenza di autostima causata dalla carenza di relazioni sociali nella vita reale,a sua volta effetto collaterale dell'atomizzazione della società contemporanea causata dall'invasione della tecnologia nella sfera privata degli individui. Siamo animali sociali,e come tali ricerchiamo il nettare per nutrire la nostra autostima nelle relazioni sociali con altri individui. Ma in molti non hanno ancora capito che il '' Mi piace '' facebookiano (e adesso le faccine,l'ultimo trovata di Zuckenberg per umanizzare facebook) non sarà mai migliore di una chiacchierata,di una pacca sulla spalla,di una stretta di mano,di un sorriso o di una qualsiasi reazione umana del mondo offline. 
In pochi lo hanno capito,e lo dimostrano le impennate di facebook in borsa,e tutte quelle persone che mi chiedono '' l'amicizia''  senza neanche aver tentato di conoscermi nella vita reale,e vantandosi di essermi '' amico ''. Oppure il vicino di casa che nel mondo online di facebook clicca '' Mi piace '' ai miei aggiornamenti e nella vita offline mi porge un timido saluto. Certo,facebook è un ottimo strumento per far circolare notizie e informazioni,ma se prima avevamo una carenza d'informazioni,dovuta anche alla graduale scomparsa della figura del giornalista ,adesso abbiamo una sovrabbondanza di informazioni causata dalla nascita della figura del cittadino-giornalista. E si sa che il nostro cervello,secondo il parere di molti neurologi,non è in grado di immagazzinare un eccessiva mole d'informazioni in pochi minuti. Il cervello si stanca,e spesso capita di non riuscire a leggere un post sino alla fine,provocando cosi un altro effetto collaterale : La perdita della capacità della concentrazione.  Vi capita mai che dopo aver spulciato la home di facebook,o l'aver '' spiato '' le vita di qualcuno pubblicata nel profilo,o della lettura di tanti post in pochi minuti, trovate difficoltoso concentrarvi nella attività della vita reale ? Oppure di distrarvi facilmente quando qualcuno vi parla. Oppure di non riuscire ad arrivare alla fine di una pagina di un libro? 

Purtroppo anche io,che parlo di questi effetti collaterali da social network,non ne sono immune,dato che quasi tutta la società si è letteralmente trasformata in '' una comunità di profili connessi '' che interagiscono tra di loro tramite messaggi privati,commenti o aggiornamenti. Oggi una cancellazione da facebook equivale a un totale isolamento dal mondo reale,ormai completamente fuso al mondo virtuale.  Sono finiti quindi i tempi delle lettere d'amore scritte ? Delle discussioni politiche fatte in una piazza pubblica,o di una sana chiacchierata davanti a un caffè ? Non chiedo di abolire facebook,ma di cominciare a pensare a una sorta di '' libretto d'istruzioni '' che spieghi a tutti gli utenti gli effetti indesiderati di un abuso di facebook. Un po come si fanno con i medicinali. 





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