sabato 8 ottobre 2016

Report sull'attendibilità delle foto ''Caesar''



In Siria è in atto una vera e propria guerra mediatica senza esclusioni di colpi. Personalmente trovo davvero molta difficoltà nel tenermi aggiornato circa la situazione politica nazionale e mondiale. Da ben sei anni ho spento il televisore,ho boicottato buona  parte dei principali giornali nazionali e occidentali ( per non parlare delle emittenti satellitari arabe come '' Al Jazeera'' ) e spulcio le mie informazioni in giornali e siti in lingua araba,francese e inglese poco conosciuti,è questo per cercare di non cadere nella ragnatela della disinformazione e della propaganda,che adesso più che mai,sono riuscite a destabilizzare intere nazioni. 

Nel mio blog  ho messo a disposizione un report circa l'attendibilità delle fotografie di ''Caesar'' che ritraggono i cadaveri tumefatti di presunti oppositori politici arrestati e torturati dalla polizia militare del regime di Assad.

Esattamente qualche giorno fa, nella sala spazio D del Maxxi , a Roma, è stata organizzata una mostra dal titolo : '' Nome in codice Caesar - detenuti siriani vittime di torture ''.  
Caesar '', è  il nome in codice di un ex fotografo della polizia militare siriana,che secondo la sua stessa testimonianza,fu incaricato di fotografare i cadaveri dopo la loro esecuzione. 

La guerra in Siria continua da ben cinque anni,e secondo le statistiche Onu , i morti del conflitto sono più di 250.000 morti (quasi l'11,5% della popolazione). 

Il report è stato stillato dalle redazioni Sibaliria e Antidiplomatico. 


Buona lettura



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